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Così il Ministro per i Beni Culturali Sandro Bondi presenta la dodicesima edizione della Settimana della Cultura, evento che per dieci giorni apre gratuitamente al pubblico tutti i luoghi statali dell’arte, da monumenti a musei, aree archeologiche, archivi, biblioteche, con grandi eventi diffusi su tutto il territorio. Oltre tremila gli appuntamenti pensati per avvicinare i visitatori alla più grande ricchezza del Paese, con mostre, convegni, aperture straordinarie, laboratori didattici, visite guidate, concerti.
Qualche spunto? Agli Scavi di Pompei sarà aperta al pubblico in occasione della Settimana la Domus di Giulio Polibio, la prima casa pompeiana con istallazioni multimediali. Strutturata la proposta della veneziana Fondazione Querini Stampalia, pensata “per guardare con occhi diversi le ricche collezioni e gli ambienti della nel loro suggestivo accostamento di antico e contemporaneo”. E se lo facessimo strano? – questo il titolo del progetto – comprende due filoni: W la tartaruga. Tecniche di rilassamento e meditazione in Museo e Drops of art. Lezioni di inglese in Museo.
Musica alla Biblioteca Casanatense di Roma, con la conferenza Il Burgtheater (Vienna) palcoscenico dell’astro di Mozart, accompagnata da videoproiezioni da opere di W.A. Mozart, mentre a Bibbiena il Museo Archeologico del Casentino propone una serata di proiezioni e degustazioni dedicata all’incrocio fra archeologia ed enologia, dal titolo Il vino degli Etruschi. A Firenze il Museo di San Marco offre al pubblico una nuova proposta di lettura delle opere del Beato Angelico a luce naturale, mentre certamente più specialistico – ma ugualmente affascinante – è il tema proposto dal Museo dell’Abbazia di Morimondo, nel milanese: il bestiario romanico nella scultura architettonica cistercense…












Una delle iniziative che amo di più, peccato che il sito ora non funzia!
Va beh sapete che fanno in Piemonte?
Solita (eppure ancora sorprendente)cialtronaggine: sito del Ministero fuori uso da giorni. Siti delle Soprintendenze e dei Poli Museali che ignorano la notizia. Vergognarsi un po’, no eh?