10 dicembre 2015

Happening con arresto sotto la piramide del Louvre. A rimetterci sono dieci attivisti contro le sponsorizzazione “petrolifere” dell’arte

 

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A Parigi, nello strano clima in cui versa ancora la città, è in corso fino a domani COP21, ovvero la conferenza delle Nazioni Unite sullo stato di salute climatico del pianeta.
E ovviamente le manifestazioni non sono mancate, da nessuna parte. Al Louvre, per esempio, sulla scia delle innumerevoli contro la BP che si sono svolte negli ultimi mesi in Gran Bretagna e specialmente alla Tate, si sono ritrovati un centinaio di attivisti che chiedere che il museo smetta di sporcarsi le mani con Eni e Total, due colossi del fossile che attualmente stanno sostenendo i programmi espositivi del grande museo francese. 
Art Not Oil e Liberate Tate dal Regno Unito, GULF e Not An Alternative dagli Stati Uniti, Stopp Oljesponssing av Norsk Kulturliv dalla Norvegia, sono stati i gruppi attivisti che si sono dati appuntamento fuori dalla piramide di vetro di Im Pei.
Qualcuno, però, ha “esagerato” e ha messo in piedi una performance all’ingresso: una piccola pozzanghera di finto petrolio è stata versata sul pavimento e in una decina a piedi nudi hanno iniziato a camminare e danzare lasciando impronte sulle parole “Total and Eni, out of the Louvre, allez allez allez!”.

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