21 giugno 2016

Hermitage, sbarco a Barcellona. Nel 2019 prevista l’apertura del nuovo museo, che non sarà una succursale russa. O almeno non del tutto

 

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Jorge Wagensberg, direttore di quello che sarà il nuovo Hermitage di Barcellona, durante la presentazione ha dichiarato che – nonostante il nome – il museo non sarà un “franchising” della famosa istituzione di San Pietroburgo, anche se farà uso della sua collezione, e gli accordi tra la nuova sede catalana e quella russa sono stati firmati per i prossimi 50 anni per garantire prestiti, e fondi.
Ecco insomma una novità per la città spagnola, che si arricchirà – dal 2019 – di un nuovo edificio per l’arte progettato dall’architetto Íñigo Amezola, e che sarà tirato su grazie ai fondi raccolti dall’imprenditore russo Valery Yarovslavski e dal suo Acceleration Group, per ora a quota 38 milioni di euro, arrivati da una serie privati.
Il museo sorgerà nel porto di Barcellona, ​in un’area in via di sviluppo con alberghi di lusso e un porto turistico: i piani di mostra saranno cinque, distribuiti su 15mila metri quadrati, e le aspettative sono quelle di raccogliere fino a 500mila visitatori l’anno. 
Eppure, nonostante la novità, pare che dal Municipio della città si stia con i piedi di piombo: nessun componente del consiglio comunale ha partecipato alla presentazione pubblica del progetto privato, e l’Assessore alla Cultura Berta Sureda, come riportato da Artnet, ha dichiarato che prima di analizzare cosa comporterà effettivamente il progetto è necessario aspettare dettagli. Aggiornamenti in corso. 

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