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La sua fama non conosce confini, per cui meglio scegliere l’acronimo WiMu, piuttosto che MuVi. Wine Museum, piuttosto che Museo del Vino. Sì, perché l’oggetto del Museum in questione è nientemeno che il Barolo, una delle glorie assolute dell’enologia italica. Al quale è dedicata appunto la struttura che ora si inaugura al Castello Falletti di Barolo, nel cuneese. Artefice François Confino, già autore di numerosi allestimenti museali in tutto il mondo fra cui, a Torino, il Museo del Cinema alla Mole Antonelliana e il restyling del Museo dell’Automobile.
Non il classico “museo del vino”, con i tini, le botti e le bacheche piene di tappi e vecchie bottiglie. Il WiMu “non è una statica collezione di memorabilia, ma un viaggio emozionale tra la produzione, la cultura e la tradizione del vino, attraverso un percorso di evocazioni e suggestioni che partono dal ruolo che il vino come archetipo di vita riveste da millenni nella cultura umana, nelle religioni, nell’immaginario delle arti e della creatività”.
Il museo è anche un omaggio alla storia del castello e ai personaggi illustri che lo hanno abitato, dal marchese Carlo Tancredi Falletti alla moglie, la marchesa Juliette Colbert, più nota come Giulia di Barolo. Fino al patriota Silvio Pellico, uno dei grandi protagonisti del Risorgimento italiano, che qui fu bibliotecario e di cui è conservata intatta la camera-studio.
Inaugurazione: domenica 12 settembre 2010 – ore 18.00
Castello di Barolo (Cn)
0173386697 – info@wimubarolo.it
www.wimubarolo.it
Castello di Barolo (Cn)
0173386697 – info@wimubarolo.it
www.wimubarolo.it
[exibart]











