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alla faccia del paraculo !
non ha saputo spiegare niente non solo a una platea ma nemmeno a una sola persona ?
bhà .. ma 1 di giovani bravi in italia è rimasto ?
Sicuramente con quello che fa Ian Tweedy è un fallimento.
Il contemporaneo è una cosa molto più seria di alcune fotocopie d’epoca. bocciato
Ma esiste poi stò contemporaneo? C’è chi pensa che il contemporane è quanto è stato realizzato dal dopoguerra fino a… quando? Io direi che questo era contemporaneo e oggi non lo è più. Oggi il contemporaneo è quanto è stato fatto dal 1995 ad oggi e domani si vedrà!
Oggi è giovedì ma domani diremo che giovedì era ieri. Nessun momento può essere chiamato ogi per sempre…
Senza una contestualizzazione semantica, si può dire che ogni “contemporaneità storica”, ha dovuto fare i conti con i propri fallimenti.
Nessun nuovo concetto!
senza malignita’, il contemporaneo e’ vero= e’ un vero fallimento…perche? al massimo e’ scenografia o voler gabbare .Trascinera’ l’arte
e la spegnera’.Tutto gira con i soldi pubblici e degli sponsor…ma il ritorno non ci sara’.
Si salvi chi puo? Lo dico in un estremo tentativo.
Scusate.
Evidentemente si riferiva al suo modesto operare.
Lodevole il fatto che se ne sia accorto presto.
Quando si va avanti con l’età, si sa, che più arduo è trovare un nuovo lavoro.
L'”artista” messo davanti alle responsabilità si dilegua.Maurizio Cattelan insegna!
Come sono bravi tutti a sparare a zero sulla contemporaneità. Non vi piace il contemporaneo a tal punto da mettere in discussione la definizione di “contemporaneo”? Studiate arte antica, è molto affascinante. Ma almeno studiate, così evitereste di chiedervi il senso della parola “contemporanea”. L’uomo si è sempre misurato con il tempo e ha sempre cercato, per ovvi motivi pratici, di imbigliarlo in griglie di riferimento. Chiedersi cosa è contemporaneo è inutile se non errato. Poniamo l’attenzione sui contenuti, validi o meno, cercando di capire a fondo determinate scelte e provocazioni. Basta riversare sull’artista di turno le frustrazioni personali di artista mancato o di curatore-critico alle prime armi- o alle prime arti.
La contemporaneità nell’arte, e non solo,è per sua natura la ricerca, e pertanto non è mai un fallimento, quando questa è portata avanti con cognizione del pregresso, volontà e capacità di avanzamento.Il problema semmai è, per buona parte, tutto ciò che il mercato promuove al di sotto delle punte avanzate di questa ricerca, per meri fini economici, magari inventati e supportati da potentati ambientali.In questo ,io credo, ci sia la differenza che sempre, o quasi, seleziona i migliori.Mi piace pensare, che il vaglio della storia, sia inclemente e imparziale quasi sempre.Sono un illuso?
bravo ian, poliziesco, un pò alla cia. evviva gli americani abbasso i rosiconi exibertiani.
che schifo che pena