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È destino ormai che i centri storici delle città d’arte siano in mano ai grossi marchi di moda, un po’ per la mancanza di altri operatori in grado di affrontare i costi esorbitanti per le attività commerciali ma forse anche perché le amministrazioni pubbliche hanno ormai rinunciato a governare le città. Eppure fa specie che, proprio nella Venezia in cui sindaco e giunta tanto parlano di politica vicina ai cittadini, gli unici candidati a concorrere per l’assegnazione del prestigioso Fondaco dei Tedeschi – il palazzo, ora sede centrale delle Poste, ospita tutt’ora tracce di affreschi di Giorgione e Tiziano, ormai scomparsi a causa delle condizioni ambientali – siano state multinazionali dell’abbigliamento, come H&M, Zara e Stefanel, mentre non sono state prese in considerazione iniziative di altra natura, come quella del passato presidente della Biennale Davide Croff di fare del Fondaco la nuova sede dell’istituzione. A spuntarla i soliti noti di Benetton che, a sentire i bene informati, premeranno sulla giunta lagunare per cambiare in commerciale la destinazione d’uso. L’ipotesi, dispiace dirlo, è quella dell’ennesimo megastore. (d. c.)
[exibart]











