15 gennaio 2008

Il Keller in gessato. Prima uscita pubblica da direttore della Fondation Beyeler

 

di

Samuel KellerJackson Pollock, Fernand Léger, ma poi anche Canaletto, Turner, Monet, per “Il mito di Venezia”. Sarà questa la veste del Samuel Keller nuova era, da direttore della Fondation Beyeler, che a Basilea si è presentato per la prima volta ufficialmente nella nuova carica. Un bel passo, per uno abituato – da direttore di Art Basel – a maneggiare anche le più ardite sperimentazioni del contemporaneo, ed ora alle prese con nomi ormai storicizzati, se non classici. “Vista la nostra buona reputazione ed il nostro successo – ha detto in un’intervista al portale svizzero letemps.ch -, non c’è ragione a grandi cambiamenti. La mia missione è di garantire la continuità e sviluppare il museo. In futuro, organizzeremo esposizioni sia legate alla storia dell’arte che di artisti contemporanei. Questo del resto rispecchia le caratteristiche della raccolta, che si estende degli Impressionnisti, come Van Gogh o Cézanne, ai campioni dell’arte moderna, come Picasso, Matisse, Klee, Mondrian e Giacometti, a grandi maestri più recenti come Pollock, Rothko, Bacon, Warhol e Lichtenstein, fino ad artisti viventi come Elsworth Kelly, Anselm Kiefer e Neo Rauch”.

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[exibart]

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