06 gennaio 2008

Il mondo dell’architettura a Rutelli: “Rifletta sullo spostamento di Pio Baldi…”. E anche Zaha Hadid…

 

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Zaha HadidEsprimiamo con questo appello i sensi della nostra preoccupazione e chiediamo rispettosamente al Ministro Rutelli di considerare a fondo i problemi che sorgono dalla la scelta di spostare Pio Baldi ad altre funzioni“. Con queste parole si chiude la lettera-appello firmata da un gruppo di intellettuali italiani ed indirizzata al ministro Rutelli, nella quale si sottolinea il fondamentale ruolo svolto da Baldi alla guida della DARC – Direzione generale per l’architettura e l’arte contemporanee -, posizione dalla quale è stato allontanato – come anticipato da Exibart prima di Natale – nel recente rimpasto di poltrone ministeriali, e la preoccupazione per il fatto che le molte iniziative promosse possano subire dal cambiamento quantomeno un rallentamento. L’appello è stato sottoscritto al momento da oltre sessanta personaggi, tra cui il sociologo Domenico De Masi, il presidente del Censis Giuseppe Roma, il curatore scientifico della Triennale di Milano Fulvio Irace, il presidente dell’INU Federico Oliva e quello dell’Ordine degli architetti di Roma Amedeo Schiattarella, professionisti come Aldo Aymonino e Marco Casamonti, il segretario generale dell’Accademia di San Luca Giorgio Ciucci, nonché rappresentanti di associazioni come Legambiente. A questo si aggiunge una presa di posizione di Zaha Hadid, progettista del Maxxi, il primo museo italiano dedicato alla creatività contemporanea la cui inaugurazione è prevista per i primi mesi del 2009, i cui lavori sono stati avviati proprio da Pio Baldi. Che a sua volta invia a Rutelli il proprio auspicio: “Spero che i lavori del Maxxi, avviati da Pio Baldi a cui va tutta la mia gratitudine per l’enorme impegno profuso in questi anni, possano procedere con continuità e giungere rapidamente a conclusione“.
Sull’argomento interviene nel frattempo il Capo di Gabinetto del Ministero per i Beni Culturali, Guido Improta, precisando che si è provveduto ad avvicendare tutti i dirigenti generali di ruolo che avevano maturato nell’incarico una anzianità di almeno tre anni. “Prescindendo in questa sede da ogni valutazione di merito e professionalità – si legge nella nota -, si fa notare che qualora non fosse stato applicato il criterio della rotazione anche all’arch. Baldi, questi avrebbe ricoperto la medesima posizione dirigenziale addirittura per 10 anni, tradendo lo spirito del decreto legislativo e il regolamento per il conferimento degli incarichi dirigenziali“.

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