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L’idea di realizzare un murale a Pisa nasce in modo casuale, a seguito dell’incontro per strada a New York tra Keith Haring e un giovane studente pisano. Il tema è quello dell’armonia e della pace nel mondo, visibile attraverso i collegamenti e gli incastri tra le trenta figure che, come in un puzzle, popolano i centottanta metri quadrati della parete del Convento di Sant’Antonio.
È il famoso murale Tuttotondo, la sua ultima grande opera pubblica che ora il 16 febbraio, in occasione dei vent’anni dalla morte dell’artista, diviene la quinta scenografica per l’happening dal titolo Haring Block Party, con dj all’opera su musica black – hip-hop, funk, afrobeat – e crew di breakers che ricreeranno l’atmosfera di quella settimana del mese di giugno 1989, quando Haring realizzò il dipinto coinvolgendo tutti coloro che si affacciavano incuriositi a vedere cosa stava succedendo.
In programma anche le proiezioni del documentario The Universe of Keith Haring di Christina Clausen, e dei cortometraggi Tuttomondo, L’arte in diretta e Affreschi elettronici.
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www.pisaunicaterra.it
[exibart]











