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Jannis Kounellis è omaggiato dalla galleria parigina Karsten Greve con dodici opere tra le più emblematiche del suo lavoro, che vanno dal 1963 al 2010. Sono oltre 30 anni che Kounellis collabora con il gallerista Greve, ed è sotto il segno di questa importante collaborazione ed amicizia che si è voluto festeggiare, con una retrospettiva, l’ottantesimo anniversario della nascita di colui che “fece uscire fuori la pittura dal quadro” (ndr).
Tra le opere, tutte diversissime, troviamo un magnifico dipinto, Senza titolo del 1963 (olio, grafite e collage su tela), che si confronta con un altro olio su tela del 1964. In uno dei due troviamo il tema del mare che è riconoscibile grazie a delle leggere onde restituite dalla grafite, mentre nella parte superiore il sole dato da un cerchio, dove i colori tenui vanno dal rosa all’arancio, al celeste, e su un lato del quadro, poco sopra un’onda, emerge la parola Pireo.
Ancora il mare, ma questa volta in un installazione, Senza titolo del 2004, che presenta reti da pesca tenute dall’alto da un gancio, una grossa ancora retta da una corda anch’essa appesa ad un gancio, mentre la rete è riempita di capelli, e la pittura è anche qui. Nella grande sala centrale della galleria troviamo un Senza Titolo del 1968, composta da lana bianca e nera intrecciata con corde, queste sono attaccate ad un pannello di legno: è una delle opere tra le più rappresentative del periodo del poverismo di Kounellis.
L’acciaio invece eccolo in un Senza Titolo del 1987 che fa supporto a nove tronchi d’albero tagliati in maniera lineare, questi sono tenuti insieme da filo spinato; un materiale che ritroviamo anche nella copertura di uno dei letti d’ospedale militare, e le due lastre di acciaio retrostanti, sono invee avvolte da sei coperte militari: Senza Titolo del 2000.
Una mostra da non perdere, preambolo alla prossima manifestazione multidisciplinare dedicata all’Arte Povera che si aprirà il prossimo 8 giugno al Centre Pompidou di Parigi. Aperta fino al 29 agosto questa mostrerà le pratiche artistiche di questa corrente passando dalla musica, all’arte, all’architettura, al teatro, al design e al cinema sperimentale. (livia de leoni)
















