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Non sarà una reggia, diciamo così, ma è comunque un avamposto in una città, Londra, che – dopo la Brexit, e ora con la storia dei muro per i migranti a Calais – in questo periodo non sta facendo un’ottima figura agli occhi del mondo. Ma il mercato dell’arte, si sa, è ben lungi dal fermarsi e così Kamel Mennour, storico gallerista tra i più potenti del mondo, con base a Parigi, il prossimo 4 ottobre aprirà i suoi 60 metri quadrati di spazio a Mayfair con una personale dell’artista origine marocchina Latifa Echakhch, che sarà anche protagonista allo stand di Frieze del gallerista.
«Naturalmente siamo tutti preoccupati per la Brexit ma Londra è una città estremamente viva ed è una seconda casa per me. Ci vado due o tre volte al mese, è così facile da raggiungere da Parigi, e mi piace l’idea di interconnessione tra queste due grandi metropoli», ha detto Mennour al The Art Newspaper.
Lo spazio di Mennour, al 51 di Brooks Street, segue la calata in Inghilterra di Almine Rech, che ha aperto una galleria in Savile Row nel 2014, Skarstedt di New York, a Londra dal 2012, e dell’ultima promessa di Thaddeus Ropac, che aprirà all’ombra del Big Ben nella prossima primavera. «La mia galleria sarà intima: non voglio competere con un super spazio. Tra l’altro ho sempre detto che non avrei mai aperto un’altra galleria all’estero, ma poi questa opportunità è arrivata e non potevo lasciarmela sfuggire», ha riportato il gallerista.
Sopra: Latifa Echakhch, À chaque stencil une révolution, dalla mostra “Speakers’ corner”, Tate Modern, Bankside, London, 2007, Courtesy the artist, Kamel Mennour, Paris e Galleria Francesca Kaufmann, Milano © Latifa Echakhch
In home page: Kamel Mennour, Foto: Fabrice Seixas e archivio Kamel Mennour, courtesy Kamel Mennour, Paris
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