22 aprile 2013

In love for Alighiero Boetti. Sarà l’artista italiano la star del DIA:Beacon, in un anno di festeggiamenti per il decimo anniversario della nascita del centro

 

di

DIA:Beacon, Richard Serra

Sdoganato negli Stati Uniti dallo scorso 2012, con la mostra itinerante al MoMA, l’ascesa di Alighiero Boetti non si arresta, e anzi invade i festeggiamenti del decimo anniversario della fondazione della sede del DIA Art Centre a Beacon, un’ora di treno circa dalla Grand Central Station, che da dal 2003 promuove l’arte contemporanea degli Stati Uniti, in un programma cominciato nel 1974 che vede tra i tesori della Fondazione anche le “stanze” di Walter De Maria a Soho, The New York Earth Room (1977) e The Broken Kilometer (1979), The Lightning Field di Quemado, nel New Mexico, che l’artista minimalista realizzò nel 1977, mentre di Joseph Beuys DIA promosse 7000 Oaks, realizzato nel 1988.
I festeggiamenti del DIA:Beacon inizieranno il prossimo 18 maggio, con la lettura pubblica di On Kawara Un milione di anni e l’apertura gratuita delle gallerie, che contengono opere di Dan Flavin, Donald Judd, Agnes Martin, Richard Serra e Andy Warhol. E la presentazione del nuovo spazio tutto dedicato a Boetti:
Philippe Vergne, direttore della Dia Art Foundation, ha dichiarato: «La presentazione di opere di Alighiero e Boetti e la lettura di On Kawara Un milione di anni sono un tributo alla storia di Dia e una celebrazione del presente. Ringraziamo il Consiglio e la leadership per il loro generoso contributo negli ultimi dieci anni e non vediamo l’ora di continuando a lavorare insieme per ispirare il pubblico per gli anni a venire».
Fino al 17 Febbraio 2014, invece, a Beacon sarà in scena Ammazzare il Tempo (1978), Mappa (1972), Opera Postale (1980), Senza titolo (gennaio-dicembre),1986, e Untitled (Victoria Boogie Woogie), opera del 1972 e composta da 5mila e 40 buste dell’artista inviate a se stesso a Torino da diverse città d’Italia. Una vera e propria incursione americana dell’Arte Povera, in una scia di successo che sembra non arrestarsi, mentre si attende l’apertura del nuovo spazio della Fondazione a Manhattan, forse proprio a Chelsea, dove DIA continua ad avere i suoi uffici e dove ha avuto il grande spazio alla fine della 23th strada fino allo scorso 2011.

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