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Cosa rimane? Una domanda semplice, che nella testa di un artista a volte ricorre, mentre cerca di dare un senso al proprio lavoro, una riflessione sul tempo che passa e su cosa resta di quello che ha realizzato. È questo il tema centrale di “Ipercorpo 2016 – Cosa rimane”, in programma all’Ex Centrale Avicola di Forlì tra il 26 e il 29 maggio.
Mentre nelle precedenti edizioni della rassegna a farla da protagoniste erano le opere della Collezione Verzocchi, quest’anno sarà la performance ad essere al centro di questa indagine sul rapporto tra arte e scorrere del tempo: in che modo l’esperienza di una performance può permanere dopo la sua rappresentazione? Quattro gli artisti chiamati a rispondere, a modo loro, all’annoso quesito: Chiara Camoni, Flavio Favelli, Alessandro Piangiamore e Italo Zuffi, tutti nomi che hanno esordito tra gli anni novanta e i duemila e che hanno già affrontato i temi della memoria e del tempo che passa. Gli artisti si alterneranno nei quattro giorni di festival, che si concluderà domenica 29 maggio con una tavola rotonda con Zuffi e Favelli e il contributo tecnico della critica e curatrice Cecilia Canziani, oltre che di Davide Ferri, curatore della sezione artistica di Ipercorpo. (gt)














