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Riparte con la sua terza edizione “Museo Chiama Artista”, iniziativa nata dalla collaborazione tra la Direzione generale arte e architettura contemporanea e periferie urbane del MiBACT e AMACI, Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani. Protagonista di questa edizione, curata da Ludovico Pratesi e Angela Tecce, è l’artista Yuri Ancarani con la sua video-scultura Bora del 2015, già vista in antemprima alla GAM di Torino oltre che a Bergamo, Gallarate, Milano e Venezia.
L’idea vincente di “Museo Chiama Artista” sta proprio nel nomadismo dell’iniziativa, un viaggio in cui l’opera tocca i musei più importanti della penisola per essere apprezzata dal pubblico: dopo essere esposta fino al 5 giugno al MAMbo di Bologna, Bora passerà per il MAXXI di Roma (14 giugno-11 settembre), al Museo Marino Marini di Firenze (17 settembre-1 ottobre), a Palazzo Fabroni a Pistoia (13-16 ottobre), al MUSEION di Bolzano (1-20 novembre), al MUSMA di Matera (26 novembre-10 dicembre) e infine a Castel Sant’Elmo a Napoli (dal 16 dicembre).
Obiettivo dell’iniziativa è promuovere e sostenere il sistema dell’arte contemporanea italiano e il suo patrimonio comune, cominciando con la commissione di opere che circolano nei musei affiliati al circuito AMACI, un partnenariato tra istituzioni museali che si è dimostrato vincente e proficuo soprattutto per la risposta di pubblico. La scelta di quest’anno di commissionare Yuri Ancarani è giustificata dal crescente consenso dell’artista nel nostro Paese e all’estero, dopo averlo visto entrare in templi dell’arte contemporanea come il Solomon Guggenheim Museum di New York, il Palais de Tokyo di Parigi e, ovviamente, la Biennale di Venezia.














