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È questa la mission di Civita International Department, dipartimento dell’Associazione Civita che, in autonomia gestionale e finanziaria, si dedicherà esclusivamente alla promozione delle attività di sviluppo verso l’estero. Prendendo spunto dall’esperienza dei poli museali di Torino, Venezia e – in un futuro prossimo – Roma, che dimostrano che le realtà italiane, se messe a sistema, sono in grado di fungere da volano per uno spirito nuovo. “Anche in considerazione – si legge nelle note di presentazione – del rinnovato spirito del Ministero per i Beni e le Attività culturali, che ha cominciato a porsi sempre più come promotore e attuatore di importanti progetti”.
Civita ha ormai conquistato un ruolo da protagonista, rispondendo con efficacia ai nuovi bisogni del settore attraverso la costituzione di soggetti imprenditoriali per operare attivamente sul campo, che oggi le garantiscono l’attività su tutto il territorio nazionale. La nuova struttura si prefigge lo scopo di promuovere lo sviluppo delle attività di Civita verso il mercato estero e forse punta proprio sui musei visto che gli eventi e le mostre, se le cose non cambieranno nella Finanziaria, saranno solo un ricordo a partire dall’anno prossimo: nel nostro paese non si potranno più fare o quasi.
Quali gli step del progetto? Innanzitutto individuare e indicare le strategie di intervento più efficaci, quindi avviare le opportune azioni di promozione, per poi consolidare relazioni e creare partnership con soggetti e Istituzioni internazionali. Il Civita International Department, presieduto da Emmanuele Francesco Maria Emanuele (sempre più dominus della cultura capitolina e non solo) coadiuvato nel suo compito dal Segretario Generale Albino Ruberti, opererà in totale autonomia e con la disponibilità di un budget garantito da risorse finanziarie messe a disposizione dalla Fondazione Roma, che partecipa con Civita alla nuova impresa.
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[exibart]











