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Ecco il contrappunto alla brutta iniziativa dell’oscuramento delle statue dei Musei Capitolini: la bellezza fa record, a Firenze.
Stavolta è Palazzo Strozzi a dare i numeri, e ad annunciare l’eccezionale cifra di 170mila ingressi raggiungti per la mostra “Bellezza divina, tra Van Gogh, Chagall e Fontana”, la grande rassegna dedicata alla riflessione sul rapporto tra arte e sacro attraverso le opere di artisti che vanno da Morelli a Casorati, da Fontana, a Vedova, da Vincent van Gogh, a Munch, da Pablo Picasso a Max Ernst, sotto la curatela di Lucia Mannini, Anna Mazzanti, Ludovica Sebregondi e Carlo Sisi.
Stavolta, insomma, non si è sbagliato colpo nella collaborazione tra Palazzo Strozzi e l’Ex Soprintendenza per il Polo Museale di Firenze, con attori come l’Arcidiocesi e i Musei Vaticani, e la mostra è stata visitata anche da Papa Francesco, in questi giorni agli onori delle cronache per le sue dichiarazioni sulla famiglia, insieme a quelle di Monsignor Bagnasco.
Ma l’arte stavolta è tutt’altra storia, e il “sacro” porta successo: con oltre 5mila spettatori che hanno preso parte alle visite guidate, quasi 800 classi in visita per 16mila studenti in totale, e anche i programmi educativi, che hanno coinvolto anche persone con Alzheimer e i loro caregivers. Insomma, un buon record. Che fa alzare un poco il tono sull’arte come valore italiano, e sulla capacità di alcune istituzioni di fare mostre-tesoro. A futura memoria, e per non “vergognarci” del nostro patrimonio anche organizzativo.




















