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Ancora due giorni, se siete in zona in vacanza, per farvi un giro ad Art Marbella, la seconda edizione della fiera “estiva”, nell’omonima cittadina spagnola.
Con la promessa di migliorare nell’offerta, ecco che quest’anno sono sbarcate sulla costa anche le gallerie Carles Taché (Barcelona), Moisés Pérez de Albéniz (Madrid), Galería Senda (Barcelona), Xavier Fiol e Horrach Moya (Palma de Mallorca), e Rafael Ortiz (Sevilla), Spazio minimo (Madrid), Bacelos (Madrid), Filomena Soares (Lisbona) e F2 Gallery (Madrid) e anche l’italiana Toro Arte Contemporanea di Caserta.
Alejandro Zaia, direttore della fiera, dichiara: «Il successo della prima edizione, in un mercato in precedenza inesplorato, ha attirato gallerie dalla più alta qualità a Art Marbella. Alla fine la lista completa è di 47 presenze da Spagna, Brasile, Portogallo, Stati Uniti, Francia, Italia, Argentina, Colombia, Svizzera, Cina, Marocco e Austria, molte delle quali con partecipazioni a fiere come Miami Art Basel, Frieze o ARCO».
E tra gli artisti? Oltre a grandi glorie spagnole come Miquel Barceló o Juan Gris, ci sono anche Shirin Neshat, Eugene J. Martin, Liliana Porter e Peter Zimmermann, tra gli altri.
Insomma, un po’ d’espansione, se non altro perché la fiera occupa uno slot temporale decisamente lungo: sei giorni in totale, un po’ anche per avvicinare quel pubblico che, appunto, si trova in zona.
Una fiera che, nel suo piccolo, non si è risparmiata qualche evento collaterale: c’è per esempio la mostra “Libro de bolsillo” (Pocket book) a cura di Elena Caranca, che associa lettere e opere, alla Fundación Museo del Grabado Español Contemporáneo, e una serie di progetti speciali: il murale di Erika Harrsch composto di farfalle-banconote, basato su modelli reali di migrazioni internazionali, ovvero quel flusso umano in cerca di migliori condizioni di vita, o le sculture di Adolfo Barnatan a fare da apripista a questo esperimento che va consolidandosi.














