18 dicembre 2010

La guerra di Saltz: “Censurate Wojnarowicz? Allora dovete chiudere il Met…”

 

di

Un’immagine dal video censurato
Vasi greci che raffigurano uomini con l’erezione,
sculture della Papua Nuova Guinea che mostrano atti sessuali completi…
”. Comincia
così lo zibaldone che il notissimo Jerry Saltz in una lettera aperta lancia,
come una clava, contro alcuni membri repubblicani del Congresso Usa.
Motivo? La censura imposta all’opera A Fire in My
Belly
, dello scomparso artista David Wojnarowicz, che gli stessi – affiancati da
alcune organizzazioni cattoliche – hanno imposto alla National Portrait Gallery
di Washington ottenendo che il video venisse rimosso dalla mostra Hide/Seek:
Difference and Desire in American Portraiture
. Pare minacciando, in caso di
diniego, le Smithsonian Institution di intervenire sui finanziamenti. Il video
ritrae un Cristo crocefisso, preso d’assalto da miriadi di formiche.
Da qui la reazione di Saltz: sulla base di questa
logica, dice ai politici, allora dovreste tagliare del tutto i fondi al
Metropolitan Museum di New York, pieno di opere ben più censurabili di quella
di Wojnarowicz. E l’elenco è lungo: vasi antichi con scene di rapporti
omosessuali, sculture oceaniche che raffigurano figure maschili con enormi peni,
un dipinto di Rene Magritte che illustra dettagliatamente una vagina, un altro
di Lorenzo Lotto con una donna in estasi mentre si accarezza i seni…

[exibart]

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