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Sarà, ma a noi la recensione di MiArt 2009 – firmata da Alfredo Sigolo e pubblicata su queste pagine pochi giorni fa – non era sembrata una stroncatura così terribile. Magari severa, certo, ma argomentata e seria, un cristallino esempio di giornalismo indipendente. Non certo un attacco “pessimo” e “gravemente non professionale” come, in rappresentanza della fiera milanese, ha avuto modo di definirla – negli sms inviati in redazione – Alessandro Cappello, manager a capo di MiArt. Ma c’è di peggio. Poiché secondo MiArt, Exibart avrebbe attaccato la fiera non per ottemperare al suo ruolo di strumento di informazione e di dibattito culturale, ma per semplice vendetta. Per farla pagare a una fiera che ha preso un vecchio nostro progetto di alcuni anni fa (stampare una freepress a supporto della fiera), facendolo realizzare ad un’altra rivista (“dopo questo vostro articolo non solo confermeremo, ma svilupperemo la cosa”, ci scrive MiArt convinta di farci dispetto).
MiArt considera dunque Exibart uno strumento utilizzato per dirimere controversie da condominio. Facendo firmare regolamenti di conti a mezzo stampa dai suoi migliori giornalisti. Come se si potesse andare da un professionista come Sigolo e dirgli di scrivere male di quello o bene di quell’altro. Un’accusa infondata e infamante, che diventa penosa se proviene da un’istituzione seria come dovrebbe essere la fiera di Milano. Una fiera che, attraverso il suo più alto rappresentante, aggredisce la stampa al grido “i nostri rapporti sono gravemente compromessi”.
Inutile dire che noi continueremo a fare il nostro lavoro senza farci influenzare. Come facciamo da quasi un decennio ormai. Ma ci intristisce profondamente prendere atto di una situazione come questa. Ci costerna vedere una fiera importante, cui tutti auguriamo il meglio, governata all’insegna dell’intimidazione, della minaccia, della mancanza di rispetto e di qualsivoglia principio etico. Ogni tanto, ce lo consentiranno i lettori, ci vien voglia di raccontare storie come questa. Che ci ricordano come sia difficoltoso, in questo nostro particolare settore, difendere il giudizio indipendente, perseguire un sano spirito giornalistico e stare sempre al servizio di chi legge. (m. t.)
link correlati
La recensione di MiArt 2009
[exibart]












Ennesimo segno di nervosismo che fa ben capire come Milano ormai da molto ha smesso di essere la capitale del contemporaneo in Italia. Sigolo for president!
Sigolo è probabilmente l’unico critico VERO che c’è oggi in italia. Non ha le solite ambigue vanità da “curatology”, ed è l’unico che esprime giudizi sinceri (anche negativi). E’ nomrmale che miart se la prenda perchè fa proprio parte di quel sistema malato per cui la critica è assolutamente un tabù. Altra schiacciante prova di quanto abbia ragione Luca Rossi con il suo whitehouse.
Incredibile però. Tra l’altro non è mica una stroncatura. E’ il solito articolo di Alfredo Sigolo: rigido ma costruttivo.
NONCICREDOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO, tutto il mondo dell’arte sa il profilo di Sigolo e la sua indipendenza. Ma chi è questo Cappello che spara cappellate?
Faccio fatica a credere.
Sigolo stravede per Artissima, a sentirlo anche Bologna sarebbe da chiudere. Ormai la faziosità è di regola e Sigolo vede solo secondo i propri gusti. Se Miart vorrà sopravvivere dovrà scegliersi i curatori non dal nemico.
Perché Miart non fa come Torino? Pagate le gallerie straniere di terza categoria per venire a Milano, pagate hotel, soggiorno, stand e opere… Ecco come si diventa “international”
Ma cappello (minuscolo!) vi ha spiegato rispetto A COSA (maiuscolo!) se la sarebbe presa?
Assolutamente no Gigi. Ma ho letto e riletto il contributo di Sigolo e non credo che vi sia neppure un rigo rispetto al quale pigliarsela in quel modo. Noi siam qui in attesa di scuse e spiegazioni. Mi pare il minimo.
MA SCUSATE SIETE AMICICI DI FINAZZER FLORY? E PARLATENE A FINAZZER FLORY. MICA VI VORRETE FARE INTIMIDIRE COSI’ SENZA REAGIRE.
questo linguaggio (“i nostri rapporti sono compromessi”) è un linguaggio da film sulla mafia. tutto il rispetto per questo signore, ma si è comportato davvero male, anzi ‘mala’. sono d’accordo sul fatto che la cosa sia penosa.
Per chi non se ne fosse ancora accorto, stiamo vivendo in “un film sulla mafia”.
Il consiglio è quello di spegnere il televisore (magari anche il PC) per passare più tempo per strada.
c’è davvero da non credere che questa persona sia un dirigente di miart. e poi c’è da chiedersi perchè la fiera va male? meno richieste e dimissioni dei curatori? eddai…queste sono le spiegazioni? ma che razza di bullonata è mandare sms di diffida? ma robe da pazzi: c ha ragione uno dei commentatori, bisognerebbe sul serio informare finazzer o il presidente dell ente fiera…
Difendo la libertà di critica di Sigolo ma al tempo stesso condivido pienamente le affermazioni di Luigi su Artissima
evidentemente nessuno ha mai detto a codesto signor cappello: ma ke kazzo stai a dì!
Ancora un esempio della solita, inguaribile spocchia.
In un paese normale l’intervento “intimidatorio” sarebbe stato ridicolo, in un paese compromesso eticamente come l’Italia è preoccupante perché indice di un andazzo similmafioso generale, dalla politica al giornalismo, ai rapporti umani. L’autorità intellettuale si mantiene con l’indipendenza del pensiero e non con le recensioni a tassametro.
Di lor non ti curar…
ogni tanto rimango senza parole, ed e’ proprio quando mi viene piu’ voglia di scriverle. l’italia della cultura non sembra avere piu’ speranze di innovazione, o anche solo di incisivita’seppure nella tradizione e, incapace di critica e autocritica, si mantiene sui clientelarismi e le minacce… l’italia dei media sembra non avere nessuna possibilita’ di obiettivita’, indipendenza, irreverenza… ma per fortuna esistono ancora le eccezioni. ma voi non lasciatevi mai coinvolgere da queste dinamiche orrende, il tempo premia il coraggio (e questo lo sapete gia’ bene…)e i lettori, tanti e da tanti anni, contano su di voi
PECCATO ACCORGESENE SOLO ADESSO… IL SISTEMA
CIELLE A MILANO è COSI ..O CON LORO O CONTRO DI LORO
PECCATO CHE A FARNE LE SPESE NON SOLO IN QUESTA EDIZIONE MA ANCHE NELLE PASSATE CI SIANO STATE
PERSONE DI MERITO. ADESSO USANO DIPIETRANTONIO, PER POI CESTINARLO ALL OCCORRENZA.
SIGOLO è STATO ANCHE TROPPO BUONO.
Fazioso fazioso no, non credo. Però essendo Exibart una rivista MOLTO AMICA di alcune gallerie escluse da Miart, un pò di “veleno” era inevitabile.E’ il gioco delle parti:
“Quante recensioni sono influenzate dal fatto che il giornalista stima il curatore o il galletirta e ne parlerebbe comunque bene a prescindere dal lavoro esposto..”
Tutti hanno amici, nemici e preconcetti più o meno ostentati e un giornalista non è un’entità astratta, è un uomo.
Mi stupisce l’ignoranza di quelli di Miart.
Tutti sanno che Sigolo è un critico militante e fazioso. Anche se Milano facesse 10 milioni di visitatori direbbe che è stato un fallimento. Fa sempre le critiche in favore della sua parte artistica.
probabilmente non è più chiara la differenza che passa tra un giornalista e una velina, sarà ora pronunciarla in modo più chiaro e senza lasciare margini agli equivoci
sembra davvero incredibile che invece di parlare di arte si parli di stupidaggine.
sigolo scrive sempre e solo di ciò che gli fa comodo, non è un caso se cita certe gallerie nelle sue recensioni che non valgono la pena nemmeno di essere nominate. ma la vita va così.
l’arte è un’altra cosa, che forse qui nessuno si sta rendendo conto del valore che si sta andando perdendo.
E Tonelli?
Tonelli dorme coi pesci!!!
Vero Giove! anch’io ho notato che Sigolo parla sempre di gallerie invisibili o sconosciute, mi era venuto il dubbio di non essere stato nelle stesse fiere.
è da sempre riconoscibile la faziosità di exibart nei confronti di certa arte.
forse non per colpa loro, ma di una classe curatoriale addestrata, ma…
non possiamo parlare neppure di un panorama libero da condizionamenti quando poi, si stringe sempre l’occhietto ad artissima e a un sistema museale ormai divorato da clientarismi e interessi solo privati.
quindi, non stupisce per niente l’articolo di Sigolo, stupisce forse di più che ci sia stata una risposta, abituati ormai a un certo atteggiamento.
speriamo sia un segno di cambiamento!
Si parla della nostra amicizia con alcune gallerie “escluse” da Miart. La cosa mi fa sorridere. Sia perché noi siamo amici di tutti e parenti di nessuno. Sia perché non credo proprio che quest’anno MiArt abbia “escluso” alcuna galleria. Comunque, quali gallerie sarebbero?
Dare a Sigolo del sovversivo è ridicolo. Ma dire di Sigolo che è un venduto, fazioso, abbottonato è ancora più stupido. Sigolo è una persona competente e tranquilla, che scrive prima di tutto per passione e non per un tornaconto personale. Raramente cura qualcosa. Ora, che i suoi gusti siano condivisibili o meno, questo è un altro paio di maniche e pertiene la sfera del giudizio personale, che, naturalmente è inattaccabile. Ma sono certo che non ci sono dietrologie, nemmeno a cercarle con la lanterna magica.
Alfré, futtétenne! A critica costruttiva si controbatte con critica costruttiva, argomentando punto per punto. Se poi uno non è capace e manda pizzini via sms… è una tristezza
“Comunque, quali gallerie sarebbero?”
Quelle che non sono riuscite a pagare i prezzi da nababbi, abbassate i prezzi! c’è crisi! non basta togliere il buffet.
Non ho ancora capito perché quando Artissima riduce il numero delle gallerie è perché “seleziona il meglio” e quando lo fa Miart è perché si trasforma in “fiera commerciale”. Come si chiama questo?
e che c’azzeccano i prezzi degli stands con exibart? perchè le gallerie escluse per questioni di budget dovrebbero essere più o meno amichette di exibart?
non vedo il nesso.
Non entro nella discussione con il Direttore della MIART per l’articolo di Alfredo Soligo, dico solo che non si è minimamente tenuto in considerazione del punto da cui sono partiti i curatori della FIERA; la stessa era caduta talmente in basso che si deve considerare un successo quello che sono riusciti.- Il bello verrà nei prossimi due anni: o L’Ente Fiera metterà a disposizione i mezzi necessari ed i curatori riusciranno a portare MIART a livello internazionale o MIART dovrà chiudere i battenti per sempre.- Ognuno il proprio specifico compito.
Caro Giorgio, tutti ci auguriamo che MiArt diventi una importante fiera internazionale. D’altronde lo standing di Fiera-Milano -che è il più importante attore mondiale nel suo settore- dovrebbe aiutare a raggiungere questo obbiettivo. Tuttavia sul mercato internazionale non ci si può stare comportandosi in questa maniera e se MiArt vuole starci o cambia dirigenti, oppure i dirigenti cambiano modo di fare. Per il momento lo spettacolo è da fiera di paese, altroché internazionale!
Io consiglio caldamente a Tonelli di andare alla direzione (o presidenza) di Fiera milano, di aprire il cellulare e di mostrare cosa ha scritto un loro dirigente non certo da privato a privato, ma ponendosi come direttore di fiera verso direttore di rivista. E poi si ride…
d accordissimo con trottola: ma vi pare un professionista uno che manda sti messaggi!!! ma ragazzi, ma chee roba è ? e poi: scusate, ma puo anche esistere la critica negativa…il punto è caro Giorgio Fasol (ammesso che sia il vero fasol) , vero che s’è stato un miglioramento: sacrosanto. ma è pur vero che dirigenti del genere devono esser allontati per infantilismo…non scherziamo… MA QUALI GALLERIE ESCLUSE…ADDAI…CHE CHIEDEVANO LA CARITà COL PIATTINO! A COSTO DI FAR PARTECIPARE LE GALLERIE GL HAN PAGATO L HOTEL AI NON MILANESI!! ADDAI…PER PIACERE…QUALI ESCLUSI…
lo sgarbo e l’arroganza non ha commenti.
purtroppo questo è solo quello che viene allo scoperto, il giro dei presidenti e assessori in quella fiera fanno il resto… vi siete chiesti perchè dopo il trionfale arrivo della cina..
nessun altro paese estero invitato.. come se ad arco madrid sospendessessero la tradizione di invitare un paese estero senza dare giustificazioni. e dove si è mai visto che un direttore di museo in carica svolga le funzioni di manager fieristico…it s too much ..really!
Ma Sigolo non potrebbe intervenire in prima persona senza magari, e sottolineo magari, esprimere un commento sotto mentite spoglie.
Dimostrerebbe più coraggio
forse sarebbe opportuno mandarli a casa..
una petizione…
ci tengo a sottolineare che il precedente commento a firma morimura non è mio, probabilmente se l’è scritto lo stesso luca rossi.
“”La recensione non è positiva? E MiArt si scaglia contro Exibart””
(…)””Un’accusa infondata e infamante, che diventa penosa se proviene da un’istituzione seria come dovrebbe essere la fiera di Milano. Una fiera che, attraverso il suo più alto rappresentante, aggredisce la stampa al grido “i nostri rapporti sono gravemente compromessi””(…).
«Noi dell’Atelier MediterraneArtePura, condividiamo in pieno la posizione di critica pura di Exibart.com e quanto dichiara la Redazione Exibart.com con quanto riportiamo qui di seguito»:
“”Inutile dire che noi continueremo a fare il nostro lavoro senza farci influenzare. Come facciamo da quasi un decennio ormai. Ma ci intristisce profondamente prendere atto di una situazione come questa. Ci costerna vedere una fiera importante, cui tutti auguriamo il meglio, governata all’insegna dell’intimidazione, della minaccia, della mancanza di rispetto e di qualsivoglia principio etico. Ogni tanto, ce lo consentiranno i lettori, ci viene voglia di raccontare storie come questa. Che ci ricordano come sia difficoltoso, in questo nostro particolare settore, difendere il giudizio indipendente, perseguire un sano spirito giornalistico e stare sempre al servizio di chi legge. (m. t.)””.
Siamo dell’Italia del Sud, ma conosciamo la sensibilità degli operatori artistici e dei dirigenti di tante “strutture culturali” della civile Città della Madonnina, aperte sempre alla cultura europea specialmente (dopo guerra) e sin dalla fine degli Anni 50. Desideriamo – a tal proposito – ricordare i primi Anni 60 della Milano dell’arte dell’avanguardia internazionale guidata da un “Tandem” unico al mondo: Guido Le Noci & Pierre Restany con la gloriosa Galleria Apollinaire, i quali hanno saputo cogliere ogni critica alla loro attività (quelle buone e le maliziosamente ostili per davvero – basta vedere i giornali milanesi di quegli anni, con botte e risposte, ma con l’intelligenza e la preparazione dell’intellettuale senza mai scendere in basso nella melmosa”offesa” gratuita con la “critica preparata” e l’altra impreparata”… Non intendiamo “criticare” il comportamento della “Fiera di Milano”, lo critichiamo apertamente e civilmente per la sua arroganza (un po’ troppo meneghina…), facendo nostra questa equilibra e vera e professionale della Redazione di Exibart.com e del capace critico estensore. Così anche il preciso intervento siglato (m. t.) che, abbiamo in parte ripreso e riportato , da noi condiviso per l’asciuttezza e il rispetto che si deve – ma molto raro – nel l nostro “ambiente”. Complimenti ancora all’intera Redazione con l’invito a “darle, quando bisogna “darle” e a sostenere sempre con forza la verità e le proprie idee e specifici giudizi…di libertà critica. Speriamo che non accada mai il contrario!
Atelier MediterraneArtePura Grottaglie-Taranto-E-mail: del piano.artepura@libero.it
– Tel/mobile: 328-318.77.13 –
Taranto, li Venerdì, 22/05/2009 – h 07:39 -.
caro lorenzo, non sono sigolo. Forse lo hai pensato perchè qui sono tra le poche persone che sa scrivere in italiano?