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Satireggiano i writers viennesi! Qualcuno di loro si è preso gioco di Heinz-Christian Strache, capo del FPÖ (Partito liberale), che in Austria è il partito xenofobo più estremista ancora di quello del defunto Haider. Politicamente parlando, Strache è, potenzialmente, un vincente che fa paura, che riesce a convogliare molto del suo appeal populista evocando la patria in una dura campagna per la sicurezza, specie nelle periferie, con precisi intenti di “pulizia”.
In questi giorni promuove la sua politica con cartelloni stradali mostrandosi sorridente tra due poliziotti, in un incontro che vuol comunicare reciproca intesa tra il normale cittadino e gli esponenti delle forze dell’ordine. Lo slogan è simile ad una universale voce fuori campo: “Lui vuole ciò che noi vogliamo”, scritto in nero; poi, sotto in rosso: “finalmente sicurezza”. Caratteri belli grossi e inequivocabili.
Niente affatto! In un cartellone – vedi foto – sono entrati in azione i writers, hanno messo una divisa da carcerato a Strache – notare anche il tipico berretto – e hanno mimeticamente frapposto alle due parole in rosso una “in”, stravolgendo così il senso in un fulmineo contropiede logico: “finalmente al sicuro”. Lui, Strache, ridicolizzandolo! Un hackeraggio siglato persino nel più beffardo dei modi con una parziale lisciata di bianco sul nome del politico che identifica il suo stesso sito internet, posto tutto in alto a sinistra. Ora significa: “vendetta.at”. (franco veremondi)
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[exibart]












Ahahahah :D))
Perfetto! Questo è il genere di cose che andava fecendo nei ’70 il mio già citato amico Gianni Scarpelli, dipartito negli ’80.
Bello che le cose continuino, del resto è nota la florida attività degli artisti “di strada” austriaci. E pensare che Milano era parte di quell’Impero…come passa (male) il tempo!