18 aprile 2016

L’accoltellamento ad Art Basel Miami? Per l’imputata si trattava di sventare l’Isis. Ecco il verdetto finale di una storia decisamente surreale

 

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Vi ricordate la storia dell’accoltellamento ad Art Basel Miami, scambiato per performance dalla folla ignara del venerdì pomeriggio? Ecco, ora arriva la “soluzione”. La 24enne nata in Cina Siyuan Zhao ha ammesso di aver seguito tutto il pomeriggio Shin Seo Young, per poi sferrarle una coltellata con un taglierino – al collo e alla spalla – perché credeva che la donna fosse legata all’ISIS, e che avrebbe fatto saltare il Convention Center di Miami. 
La Corte ha ordinato – come accettazione del patteggiamento – che Zhao torni in Cina con la clausola di non mettere più piede negli Stati Uniti. 
Lo strano episodio avvenne davanti alle opere dell’artista Naomi Fisher e Zhao, da subito, aveva dato segni di squilibrio, anche durante il suo passaggio al Mental Health Center della città della Florida, dove ha vandalizzato anche l’auto di un medico. Ora i suoi avvocati Howard Srebnick e Mark Shapiro, hanno assicurato al giudice che la condizione della donna è migliorata, e che il trattamento sanitario continuerà dopo la sua espulsione. Magari per evitare che finisca a cercare l’ISIS in qualche altra fiera più ad est. 

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