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Cash o non cash? Artisti poveri o artisti ricchi? «Penso che un sacco di gente pensi ancora che gli artisti hanno bisogno di essere poveri, o che non si può avere in testa il denaro. Ma quando ho fatto la mia asta, quando ho fatto tutti quei soldi, la mia vita è cambiata. Ed è successo tutto in poco tempo». Lo dice alla BBC uno che di soldi se ne intende, eccome! Sir Damien Hirst, in una conversazione con Mister Jeff Koons, protagonista di una retrospettiva nello spazio dell’artista a Newport Street Gallery, Vauxhall, sud di Londra.
Ma dunque, il denaro “oscura” la produzione artistica? «Credo che il denaro sia una parte enorme della nostra vita. Ho sempre pensato che sia importante quanto l’amore, o la morte: é qualcosa con cui venire a patti, qualcosa da capire: è una chiave, ed è qualcosa che si deve rispettare», ha continuato l’artista inglese che irrefrenabile ha anche dichiarato che dopo la lezione di Andy Warhol (ovvero che l’arte è businness) non si può più pensare di produrre senza prendere in considerazione la questione.
Hirst, che oggi è tornato a fianco di Gagosian, ricordiamo che nel 2008 – tagliando fuori qualsiasi intermediario – incassò 200 milioni di dollari in 2 giorni, vendendo 223 opere con Sotheby’s.
E Koons? L’altro artista più ricco del mondo ha dichiarato di avere un rapporto un po’ ambiguo con il denaro: «A volte prendo un elicottero per recarmi in studio, ma non vivo uno stile di vita lussuoso». E chi l’ha detto?














