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Un bel ritorno, al Centro Studi Americani di Palazzo Antici Mattei, a Roma, per la storia dell’Accademia di Belle Arti della Capitale. La collaborazione tra le due istituzioni ha permesso la possibilità di mostrare “The lost art of drawing (l’arte perduta del disegno)”, ovvero una serie di disegni inediti, provenienti dall’Archivio storico dell’Accademia, realizzati da una serie di studenti – molti dei quali poi divenuti famosi architetti – oltre un secolo fa, quando la scuola di architettura era presente nell’istituzione, prima della “secessione” nel 1929, come facoltà universitaria.
Giuseppe Sacconi, Manfredo Emanuele Manfredi, Guido Cirilli, Marcello Piacentini e altri ancora, sono i nomi dei presenti, tutti impegnati nelle più radicali trasformazioni urbanistiche della “nuova” Capitale nel ‘900, che si formarono nel Ferro di Cavallo di via di Ripetta, e di cui si mettono in mostra i saggi finali di diploma: dettagli architettonici di edifici della città, progetti per opere monumentali, per mostrare l’importanza progettuale del disegno, unitamente alla sua capacità di migliorare e ampliare la percezione del reale, anche come monito sul senso della formazione degli architetti di oggi.
Ma c’è anche un’altra novità, insieme alla mostra (opening martedì, fino all’8 luglio): la presentazione del nuovo Premio PAIR (Prize for American-Italian Relations), che il Centro Studi Americani, nell’ambito dei rapporti culturali tra Italia e USA, metterà a disposizione di quattro personalità che si siano distinte nel campo delle Arti e Cultura, delle Scienze Umane, Sociali ed Economiche, delle Scienze Tecniche e Tecnologiche e della Giustizia e Sicurezza. E il trofeo sarà realizzato proprio da uno studente dell’Accademia di via di Ripetta.














