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Il raffronto è impietoso, e forse anche inconcludente, eppure balza agli occhi e non possiamo ignorarlo. Come noi stessi abbiamo documentato pochi giorni orsono, in Inghilterra – dovendosi realizzare un’opera di arte pubblica, nella fattispecie una megascultura per il nuovo snodo ferroviario internazionale del Kent – si mobilitano con un concorso big internazionali del calibro di Richard Deacon, Christopher le Brun, Daniel Buren, e ben due Turner Prize winners, Mark Wallinger e Rachel Whiteread.
E a Roma, la lanciatissima nel contemporaneo Roma? Gli ultimi nomi che tornano alla memoria in tema di arte pubblica capitolina sono quelli di Bruno Liberatore, autore della scultura Assalto all’Olimpo nei giardini di Piazzale Clodio, voluta dalla British American Tobacco, e di Giuseppe Spagnulo, con il dibattutissimo monumento ai caduti di Nassirya nei giardini al lato della basilica di San Paolo fuori le Mura costato un milione di euro. Ovvero quanto basta per mandare avanti un anno un buon centro d’arte contemporanea. Per carità, artisti professionisti, ma forse non proprio in linea con la Fontana dei Quattro Fiumi a Piazza Navona, o con l’obelisco di Santa Maria sopra Minerva, di Bernini. Forse non in linea con una città “trendy” come ama definirla il primo cittadino uscente. Solo le ultime tappe di una via crucis che configura come patetica l’offerta di arte pubblica in città. Un calvario che vede tra i degni decoratori della Città Eterna nomi di grande… richiamo internazionale come Claudio Palmieri (Piazza Lodi), Igor Mitoraj (Piazza Montegrappa), Sandro Sanna (Piazza Re di Roma). Cittadini e appassionati potranno recarsi negli indirizzi indicati per valutare con i loro occhi il buon gusto della nostra classe dirigente.
Ma il capolavoro i lungimiranti amministratori capitolini lo hanno tirato fuori proprio in questi giorni, con l’inaugurazione del monumento dedicato alle vittime delle foibe. Autore? L’artista Giuseppe Mannino. Non lo conoscete? Beh, se guardate bene il suo curriculum è stato addirittura presidente del consiglio comunale di Roma.
Nella Capitale d’Italia non ci si contenta di deturpare l’assetto urbano con interventi che risulterebbero osceni anche nella periferia di Lamezia Terme, ma contestualmente si marchia la città con una subalternità clamorosa rispetto a qualsivoglia altra capitale europea e occidentale. Condannandola ad un irrecuperabile gap anche in termini di arredo urbano e di arte pubblica. Per commemorare degnamente gli italiani infoibati, non sarebbe una cattiva idea caricare su un autotreno tutta la pessima qualità artistica vomitata nelle strade di Roma in questi ultimi anni e gettarla in qualche crepaccio carsico. I martiri delle foibe apprezzerebbero la provvidenziale performance in loro onore. Per contrappasso, laddove si gettarono gli italiani più coraggiosi commettendo un crimine, oggi si seppelliscono gli esempi dell’Italia più becera iniziando una nuova liberazione. (m. t.)
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Insomma finisce che Exibart è l’unico posto dove si dice le cose come stanno…
che pena
vogliamo pure a roma l’ago e filo milanese di oldenburg!
e questa la sacrosanta realtà di questa città. La conosco da trent’anni, ma è mai possibile che i politici, con tutti i maxi, i macro, i festival vari, i palaexpo, gli auditorium, non riescano a PARLARE contemporaneo? Mica siamo zombi, NOI!!!
E’orrenda! Un vero affronto alle vittime delle foibe! Ma quanti milioni di euro è costata?E questo Mannino politico locale uscente…ma non hanno proprio pudore!
Come si pensa di celebrare dei martiri con un’opera così oscena?
che i politici non ci capiscano è normale, che non sappiano scegliere chi li consiglia no
Osceno,osceno,osceno,osceno,osceno,osceno,osceno,osceno,osceno,….
Finalmente qualcuno lo dice che il re è nudo!
Ma ci ascolteranno mai?
E’ tutto un magna magna……….non solo i politici ma anche i portaborse che assegnano lavori ai loro amici …vedi il caso palmieri…
se dipendesse da me, assieme all’ago e filo di piazza Cadorna, donerei a Roma anche il monumento a Pertini di via Croce Rossa, sempre di Milano
Si rispetta il lavoro di qualsiasi persona….e persino di qualsiasi artista…
ma a questo punto è nornale chiedersi “artisti?”…..
arte non è solo bellezza….ma se dev’esser perforza antiestetico…perlomeno che sia concettualmente imponente!!!
I parlamentari, i deputati, gli assessorati, le pubbliche amministrazioni e i ministeri vari, le fondazioni, le banche, i funzionari pubblici o privati che siano, le case editrici, i giornalisti, le televisioni, i galleristi, le cattedre spartite degli impieghi pubblici decisi dalla finanziaria, poi alla fine di questa lunghissima catena abbiamo l’artista e il suo fruitore.
Serve a far prendere il sussidio all’amica, alla cognata o al figlioccio che non trova lavoro perchè è un incapace o semplicemente a far entrare uno stipendio in più in casa.
Ecco l’associazione, il portierato per uno spazio pubblico sempre chiuso, i guardiani che se ne stanno a casa o in vacanza, ci si mantiene il figlio di venti anni, poco più o poco meno, con mostre contemporaneamente in tutto il mondo ecc. ecc.
Ovvio che poi si passa ad un milioncino di euro per i bocconcini prelibati…..ma queste sono sciocchezze, poi c’è il resto …
Bè devo dire che sono abbastanza in sintonia con quello che è stato precedentemente scritto..anche se’ sulla qualita’ di mannino inviterei a vedere dell’altro.Ad esempio le piccole sculture site nella mostra sulle foibe all’eur a mio avviso di buona qualita’..Certo è che se penso al cono gelato rivoltato di pomodoro all’eur o a piazza re di roma mi sembra chiaro che chi commissiona o è incapace o si affida ad incapaci.
D’accordo: è osceno il monumento in onore delle vittime delle foibe e quanto meno anomalo il costo del monumento a San Paolo. Ma siamo sicuri che la strada da percorrere sia quella di affidare incarichi alle solite star? Il requisito per l’arte pubblica a Roma, secondo voi, è essere trendy?
Nelle foibe sono state gettate migliaia di persone per il semplice fatto di essere italiani.
Per 60 anni non se ne è parlato e ancora oggi ci sono irriducibili negazionisti, che mistificano la storia. A costoro da fastidio che si ricordi uno degli eccidi più atroci del secolo scorso, commesso in tempo di pace contro gli sconfitti. Trovo semplicemente vergognoso che si voglia offendere , non me, ma la memoria, con l’intenzione di buttare sui resti delle innocenti vittime, i monumenti che non piacciono. Vergogna, vergogna, vergogna! E basta!
ma che si vergogni il sig. mannino che ha piazzato il monumento perché è presidente della commissione cultura e vicepresidente del consiglio comunale!!! vergognati mannino!!!! vergognati mannino!!!! vergognati mannino!!! artistoide della domenica!!!!
roma ladrona!!!
Exibart, e chi per esso, risponderà nelle sedi competenti delle falsità pubblicate. Non sono mai stato presidente della commissione cultura ed ho cessato ogni rapporto con il Comune di Roma dal maggio 2006. In ogni caso il Comune di Roma non ha sborsato una lira per il monumento alle foibe, che è stato da me eseguito, praticamente gratis, per conto dell’Associazione Venezia Giulia e Dalmazia. Anche il sig. M.T. risponderà nella sede competente per le sue insinuazioni e diffamazioni.
Giuseppe Mannino
C’è scritto sul suo sito che questo ha ricoperto millanta ruoli tra commissioni, comune e partito. Dal quale sito la sua pervasività politica appare financo più evidente che dall’articolo. Della questione soldi meglio non sapere. Ci mancherebbe altro che fossero stati spesi denari pubblici per questa roba.