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La rivoluzione parte da Firenze e dal Campanile di Giotto: vietato scrivere sui muri. Sì, perché se nelle fatiscenti periferie delle città i writer possono avere tutte le ragioni per scatenare la loro fantasia e creatività (e spesso riescono anche a rendere meno squallido il panorama desolato dal cemento), sui monumenti storici lasciare la propria firma non è certo rispettoso né elegante.
E pazienza se è prassi secolare, visto che oggi per lo più a lasciare i propri “ricordi” sono studenti annoiati che dispensano insulti ai compagni antipatici o incitano la loro squadra a eroiche imprese allo stadio. Da oggi sul campanile di Giotto tolleranza zero contro scritte e graffiti: quelle già presenti, tranne le storicizzate (ossia quelle di secoli fa) saranno rimosse, l’anno prossimo toccherà alla Cupola del Brunelleschi. Ma niente paura: se proprio ci tenete a lasciare ai posteri traccia del vostro passaggio, potete utilizzare le moderne tecnologie messe a disposizione dall’Opera di Santa Maria del Fiore: al primo, terzo e quarto livello ecco altrettante postazioni con su cui, grazie a una applicazione creata appositamente, dal nome Autography, potrete lasciare il vostro messaggio digitale. La App consentirà di personalizzare le scritte digitali nei vari stili (penna, pennarello, pennello, spray e matita) colori e superfici.
Non solo, a differenza delle scritte sui muri che saranno cancellate in breve tempo, quelle digitali saranno scaricate, catalogate e conservate nell’Archivio storico dell’Opera di Santa Maria del Fiore, dove sono custoditi i documenti di sette secoli di vita dell’Opera: dalla costruzione della Cupola del Brunelleschi ai registri dei battezzati tra cui figurano nomi illustri come quelli di Amerigo Vespucci o della Gioconda. Le persone che utilizzeranno Autography potranno ricercare il proprio messaggio sull’apposita sezione del sito che raccoglie tutti i messaggi inviati all’Opera del Duomo.
Eternarsi senza danneggiare, quindi. Tanto più che ripulire i monumenti costa moltissimo e gli interventi si aggiungono a quelli contro le lesioni sui muri, le scagliature delle pietre, muffe e guano. «Per garantire lo stato di conservazione del Campanile di Giotto e degli altri monumenti, d’ora in poi abbiamo programmato interventi annuali di manutenzione – spiega Beatrice Agostini, architetto dell’Opera del Duomo e Responsabile dei restauri e delle manutenzioni -. Un’attività costante, come non era mai stato fatto prima d’ora, in modo da mantenere nelle migliori condizioni possibili questi tesori dell’umanità». Beh, noi l’App l’abbiamo provata: pochi minuti e la firma era già online. Provate anche voi per credere. (Elena Percivaldi)




















