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Memoria, tutela e tolleranza. Sono questi i temi della terza edizione della #MuseumWeek, l’appunto online (su twitter) con qualcosa come 3mila istituzioni di tutto il mondo, che sceglieranno cosa raccontare di loro attraverso l’utilizzo di queste parole.
E in Italia, da Torino a Napoli, dalla Basilicata a Roma, si sveleranno segreti, immagini, persone, idee di futuro e ovviamente parecchi hashtag per chi non vorrà perdersi nemmeno un post. Sono infatti uno per giorno, per tutta la durata della settimana a partire da oggi, quelli designati #secretMW, #peopleMW, #architectureMW, #heritageMW, #futureMW, #zoomMW, #loveMW, dove MW sta ovviamente per #MuseumWeek.
I numeri italiani? Ad aderire sono 290 siti: Palazzo Reale di Napoli, il Museo Archeologico di Salerno, il Museo Egizio di Torino che racconta dei restauri dei reperti destinati alla mostra “Il Nilo a Pompei”, la GNAM (sopra) con le opere nascoste da Palma Bucarelli (in home page) dai nazisti, e anche come si allestisce una mostra alla Pinacoteca di Brera, solo per fare una manciata di esempi.
Insomma, certamente le tre parole, in questo 2016, e a poche ore dallo “sgombero” dello Stato Islamico da Palmira, sono decisamente azzeccate. Con la voglia di ritornare a quello che l’arte ha sempre rappresentato, in maniera ideale: una sorta di unione, e rispetto, tra popoli anche decisamente differenti. E, non in ultimo, una iniziativa non indifferente nell’epoca della spazzatura da social.




















