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Dopo la Francia, tocca all’Islanda. Mentre sulla Biennale di Venezia piomba il ciclone Sgarbi, con tutti gli interrogativi su quale potrà essere il “suo” padiglione italiano, con largo anticipo anche il paese nordico comunica le opzioni per la propria rappresentanza nazionale.
Ad arrivare in laguna sarà il duo spagnolo-islandese formato da Libia Castro e Ólafur Ólafsson, formatosi in Olanda nel 1997 ed attualmente operante a Berlino. Lo scorso anno i due, che trattano con il loro lavoro tematiche prevalentemente sociali e politiche, si sono aggiudicati a Roma il Dutch Prix, con il film Lobbyists.
“Castro e Ólafsson coinvolgono nelle loro opere una gamma molto vasta di soggetti, dagli homeless agli alti funzionari, agli attivisti politici”, ha dichiarato il portavoce del Center for Icelandic Art di Reykjavík, a cui spessa la selezione per il padiglione.
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