03 dicembre 2009

…ma anche il degrado raggiunto dalle nostre città. Pure intorno a famose architetture. Come nella Roma che subisce la calata degli… alemanni

 

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Con Google Street View che mostra immagini risalenti ad aprile 2008 – è infatti possibile visitare non solo gli scavi di Pompei come abbiamo visto nella news precedente-  ma anche visualizzare in maniera lampante il prima e il dopo dell’invasione massacrante di cartelloni pubblicitari, oggetto di una polemica che ha visto prese di posizione da ogni dove, fiumi di inchiostro sulla stampa, agguerritissimi comitati veicolati sui social network. E che resterà come tratto distintivo per cui sarà ricordata nei secoli (perché il danno arrecato ha caratteristiche epocali) la giunta Alemanno. Che è successo? In breve sintesi: il Comune ha alzato bandiera bianca di fronte al racket dei cartellonari, una questione tutta romana che vede la capitale da sempre stuprata da una selva di inguardabili impianti pubblicitari. Alemanno e i suoi assessori hanno optato per un condono che ha moltiplicato la quantità di impianti: negli incroci, davanti ai semafori, a nascondere la segnaletica e, naturalmente, davanti ai monumenti.
Le immagini che vedete qui sono un semplice esempio, ma ciascuno -armato di semplice telefonino- può immortalare oggi una città incartata e venduta al peggior offerente e paragonarla con quella di un anno e mezzo fa. Il problema delle affissioni a Roma è qualcosa di annoso, uno scempio che dura da trent’anni e che la nostra è l’unica capitale occidentale a non aver ancora governato, nessuno però si sarebbe immaginato che in pochi mesi il degrado già presente nel settore potesse quadruplicare.
Non sono state risparmiate aree archeologiche, architetture di pregio, quartieri eleganti, monumenti, strade di passeggio e di shopping. Un danno che, ammesso e non concesso che vi sia la volontà, necessiterà di anni per essere sanato. Decine di migliaia gli impianti che il Comune ha deciso di legalizzare in una gigantesca sanatoria a tutto vantaggio della miriade di piccole società (spesso malavitose) che spadroneggiano nel settore.
E così mentre a Parigi, a Madrid, ma anche a Milano e Torino la pubblicità esterna è un elemento di design e di arredo urbano, a Roma contribuisce ad aumentare il degrado urbano. Ora con Google Street View, è tutto smascherabile a colpo di click.

[exibart]

3 Commenti

  1. Mi fa assai piacere che Exibart abbia notato la cosa, è inaudito quello che sta succedendo a Roma. Ne dovrebbe parlare Striscia, le Iene e Report messi insieme!

    p.s. la “calata degli alemanni” è bellissima

  2. Vivo a Viale Mazzini, dovrebbe essere una zona di gran lusso, peccato che l’hanno ricoperta di cartelloni. Ogni sera ne nascono decine. E’ assurdo che succeda, è ancora più assurdo che non se ne parli. Grazie di averlo segnalato.

  3. e del “tavolino selvaggio”?? ne vogliamo parlare?? Nel centro di Roma passeggiare sui marciapiedi è diventato impossibile, anche il più umile dei baretti ha messo fuori dal suo locale un bel tavolinetto (bello, brutto o bruttissimo che sia!).

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