06 luglio 2009

“Ma mi faccia…”. Madrenalina, ora arriva pure l’Appello a Napolitano…

 

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68153Sarà che – malgrado le intemperanze del meteo – siamo comunque in estate, e anche il Presidente della Repubblica Napolitano lo si è potuto vedere in relax a Capri, in occasione del suo compleanno.
Però qualcuno deve pensare che il Presidente non abbia proprio niente da fare, se gli rivolge un appello per difendere il suo diritto a bisbocciare a suon di musica. È il museo napoletano Madre, che appunto lancia una raccolta di firme rivolte al Capo dello Stato, “per denunciare l’ingiustizia oltre che l’illegittimità delle limitazioni imposteci dalla commissione di vigilanza del Comune nel marzo scorso”.
Si fatica a crederci, ma mentre in Iran delle giovani muoiono per difendere la libertà di parola, mentre a Viareggio bruciano diecine di persone per un incidente, mentre in Birmania un Nobel resta in carcere contro il mondo intero, mentre il nostro paese vive la più truce sputtanopoli che il proprio governo abbia mai attraversato, qualcuno si appella alla massima carica dello stato perché “impedendo l’apertura delle sale espositive mentre si svolge Madrenalina o altro spettacolo dal vivo, si alza una barriera tra la cultura e il divertimento che intendiamo contribuire ad abbattere”…
Del resto, conclude solenne la lettera che accompagna la petizione: “Perché Napoli, una capitale europea, e perché il Madre, un museo d’arte contemporanea di sicura vocazione internazionale, debbono subire un tale danno di immagine e un così brusco arretramento nella dinamica competitiva dell’offerta di arte e di cultura?”. Perché???

[exibart]

13 Commenti

  1. sacrosante parole
    ma i firmatari e divulgatori dell’appello si rendono conto del fatto che il Madre è un museo periferico? ma ci arrivano a capire che il Presidente ha cose più importanti da fare che risolvere la serata a quattro fighetti?
    questa petizione non è assurda: è ridicola

  2. Pure su Radio 3 ieri pomeriggio Cicelyn ha piantato un chiodo su questa questione che non la finiva più. E in un contesto nel quale c’entrava poco o niente.

  3. L’esposto al Capo dello Stato è una normale procedura prevista dal nostro ordinamento. E’ un ricorso alla giustizia amministrativa: si chiede un pronunciamento al Consiglio di Stato evitando il Tar. E’ stata scelta questa procedura perché, in attesa della sentenza del Riesame, erano scaduti i tempi di legge per l’intervento del Tar. La petizione citata è un semplice espediente mediatico per avvertire gli utenti del nostro sito e per renderli partecipi.
    Poiché avete – mi rivolgo al redattore di Exibart e ai commentatori, un’idea poco più che approssimativa di ciò che si intende per democrazia nel mondo occidentale – vi debbo un piccolo chiarimento. Le battaglie per i diritti civili partono sempre dal basso e sempre da rivendicazioni minime, forse superflue; e battersi per evitare che sia la polizia, la magistratura o la burocrazia comunale a decidere quali siano i confini tra cultura e intrattenimento e cioè tra ciò che è e ciò che non è cultura, rendetevene conto, è questione decisiva, per niente banale. Anzi è esattamente questa e soltanto questa la questione Madrenalina. E a questo, solo a questo, siete chiamati in coscienza a rispondere: è giusto che siano i vigili urbani a stabilire che cos’è cultura e che cosa non lo è?

  4. Se il direttore del Madre è titolato a dare e togliere patenti di democrazia al prossimo, allora è senz’altro nelle condizioni di chiedere consulenze al Capo dello Stato al fine di tracciare tutti insieme il confine tra cultura e intrattenimento. Magari dopo un parere consultivo a Papa Ratzinger

  5. Caro Cicelyn,
    una persona che arriva a ricoprire la sua carica senza avere un minimo di curriculum non dico internazionale, ma almeno nazionale, dovrebbe avere la dignità di non dare lezioni di democrazia e di (cultura) agli altri. Pensi piuttosto a portare visitatori – e non nottambuli – al museo, visto che il Madre è, notoriamente, il Deserto dei Tartari. E ci risparmi il resoconto sui biglietti staccati, perfavore.

  6. Certo che non devono essere nè la polizia, la magistratura o i vigili comunali a decidere quali siano i confini tra cultura e intrattenimento perchè sono due cose diverse che NON HANNO NULLA IN COMUNE. La cultura significa ricevere conoscenza e quindi arricchimento interiore. L’intrattenimento invece significa ricevere divertimento che e tuttl’altra cosa, assolutamente legittima (se non si travalica l’ordine pubblico) e piacevole. Così mentre la cultura è un patrimonio pubblico per il quale lo Stato deve impegnarsi, l’intrattenimento è una cosa privata che riguarda i singoli cittadini e non lo Stato e quindi le sue sedi pubbliche. Mi meraviglio che Cycelin, che è stato giornalista del Mattino, non conosca il significato delle parole. O specula per ottenere con l’intrattenimento risultati sull’affluenza di pubblico o sull’entrate che non riesce a ottenere con la cultura? Potremmo proporlo a Briatore per il Billionare!

  7. Non servono i vigili per capire che il museo-balera per chiattilli NON E’ CULTURA.

    Ed è ancora più IRRITANTE dover leggere le parole di un “direttore” che sembrano scritte da uno sceneggiatore di telefilm di terza categoria, con tanto di arringa ed appello alla giuria.

    La giueia, spero, non è stupida e di certo non si lascia suggestionare da parole buttate lì a caso, nascoste dietro il vessillo della “democrazia”. … DEMOCRAZIA… in un paese democratico i direttori non vengono incoronati…ma questa è un’altra storia.

  8. Andate sul sito del Madre e vedete com’è semplice firmare spacciandosi per chiunque (il che già fa capire la serietà dell’operazione, ma d’altra parte, visto il modo in cui gonfiano i biglietti, un minimo di coerenza bisogna riconoscergliela). E poi date un’occhiata ai firmatari dell’appello… Scoprirete, oltre ai soliti beneficiati dalle prebende del Museo, una frotta di galleristi e “artisti” che generalmente dicono peste e corna di Cicelyn & co… tutti lì a calarsi le brache firmare il Grande Appello, con quel pedestre gioco di parole, eserciti di clientes pronti a rosicchiare le ossa, in un clima da si salvi chi può.

  9. Avevo perso gli ultimi commenti. Tanto di cappello effettivamente.
    E’ squallido pensare che “gente di cultura” firmi per una petizione del genere e non firmi per cose che hanno la priorità. senza fare nessun tipo di esempio, soprattutto in quel di Napoli. Tanto la gente che ha firmato, è tutta gente di ampie vedute e di cultura.
    la prossima volta il Madre farà una petizione per aprire una casa a luci rosse, di appuntamenti, poi gli stessi firmeranno di sicuro!

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