22 luglio 2008

Ma quale Notte Bianca, a Roma meglio la Notte Futurista. E per quanto riguarda le gallerie d’arte…

 

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Umberto CroppiNon si placa, neppure nel periodo pre-estivo, l’attivismo di Umberto Croppi, spumeggiante neo-assessore alla cultura della capitolina giunta Alemanno. L’ex missino, ex Rete-di-Orlando, ex verde ed ex artefice del rilancio della casa editrice fiorentina Vallecchi, ne ha sparate di non male in un’intervista fiume che gli ha rivolto Aldo Cazzullo sul Corriere della Sera del 21 luglio 2008. Già il fatto che uno dei più noti giornalisti del paese intervisti un assessore basterebbe a rendere anomala la paginata, ma c’è ben altro: Croppi si è soffermato in particolare sul deciso sbullonamento del meccanismo della Notte Bianca, uno dei pilastri della Roma Veltrona degli anni Duemila. La kermesse non si farà più e sarà, invece, sminuzzata in tante, piccole, notti bianche di settore. Addio insomma al “tutto in una notte”, con milioni di persone in piazza interessate a tutto fuorché agli spettacoli di teatro ed ai musei aperti tutta la sera. Porte aperte, invece, alle iniziative specifiche. Ed ecco che emerge la novità: la Notte Bianca dell’arte contemporanea, “con le gallerie aperte tutta la notte” dichiara l’assessore in un passaggio che richiederà maggiori approfondimenti nelle prossime settimane. E non è l’unica news nei rapporti tra le notti bianche e l’arte, Croppi infatti anticipa sempre sul Corriere della Sera che il 20 febbraio del 2009, per i cento anni del Manifesto di Filippo Tommaso Marinetti, la cittadinanza ed i turisti saranno invitati in piazza fino all’alba per una imperdibile Notte Futurista.

[exibart]

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