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Da oggi fino a venerdì 17 giugno la Fondazione Baruchello di Roma ospiterà Massimo Bartolini, che per l’occasione presenterà il suo ultimo lavoro, realizzato proprio per la residenza di questi giorni. “Leggere senza accenti” è un riferimento all’ambiguità della parola stessa “leggere”, il cui significato cambia profondamente a secondo della posizione dell’accento, un segno quasi insignificante ma al quale la parola è in qualche modo sottomessa.
La riflessione nasce dalla risposta dello stesso Bartolini alla domanda che gli è stata fatta in occasione della residenza “Cosa farai in questi giorni?”, alla quale l’artista ha risposto così: “Penso che leggèrò. Il titolo della residenza si riferisce alla ambiguità della parola leggere scritta senza accenti: lèggere ( quello che farò) e leggère vedi Treccani “leggèra (anche liggèra o leggièra o lingèra, e altre varianti) s. f. [dall’agg. leggero]. – Voce gergale per indicare sia la miseria, sia la categoria dei girovaghi, sia una compagnia di giovinastri, (…)”. L’artista toscano, da sempre a suo agio con i mezzi espressivi più vari (scultura, installazione ambientale, fotografia, video), dirige questa volta il suo interesse alla parola e al suo potere di suggestione, in una performance unica pensata per i tre giorni dell’incontro. Il 16 giugno il pubblico potrà incontrare Bartolini presso la Fondazione alle ore 12, seguito alle 13.30 da un incontro con Gianfranco Baruchello, un’occasione imperdibile per ascoltare dal vivo un grandissimo artista.














