24 marzo 2010

Max Mara Art Prize for Women, la vincitrice è Andrea Büttner

 

di

Andrea Büttner
È la trentottenne anglo-tedesca Andrea Büttner la vincitrice a Londra della terza edizione del Max Mara Art Prize for Women, riconoscimento promosso dalla griffe italiana in collaborazione con la Whitechapel Gallery. Un premio assegnato ogni due anni con l’intento di supportare l’arte e la creatività di giovani artiste inglesi, con una giuria presieduta da Iwona Blazwick e formata dall’artista Fiona Banner, la gallerista Alison Jacques, la collezionista Valeria Napoleone, la critica d’arte Polly Staple.
La vincitrice – che si è imposta su Becky Beasley ed Elizabeth Price – vedrà una sua opera acquistata dalla Collezione Maramotti, ed usufruirà di una residenza di sei mesi in Italia, una prima parte all’American Academy in Rome, una seconda parte alla Fondazione Pistoletto di Biella.

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9 Commenti

  1. Sono stato a vedere la collezione Maramotti a Reggio Emilia e sono rimasto molto colpito dalla qualità delle opere esposte che farebbero invidia a qualsiasi museo d’arte contemporanea in Italia e anche all’estero. Poi sono venuto a conoscenza della campagna internazionale contro l’azienda Max Mara da parte delle associazioni animaliste in quanto la Max Mara sarebbe responsabile della morte di decine di migliaia di animali da pelliccia ogni anno per la confezione dei suoi capi. Questo mi ha colpito ancora di più perchè sarebbe bello se la famiglia Maramotti dimostrasse la stessa sensibilità che ha nei confronti dell’arte anche nei confronti degli animali.
    L’industria della pelliccia è qualcosa di assolutamente orribile, se Max Mara cessasse questa attività ne guadagnerebbe in immagine e anche il suo impegno nei confronti dell’arte e della cultura sarebbe più prestigioso.

  2. Al di là delle anche condivisibili considerazioni animaliste sottolineo come la Fondazione Maramotti si autosostenga come è giusto sia per un imprenditore privato al contrario delle tanto osannate Fondazioni e simili torinesi come Sandretto Arte Giovane e l’ormai definitivamente chiuso Palazzo Bricherasio per non parlare di Artissima abbondantemente foraggiate da abbondanti dosi di denaro pubblico, caso unico in Italia.

  3. sono dall’accordo con x: la qualità della collezione e l’impegno dell’azienda sono ammirevoli così come sono intelligenti i loro capi, pellicce incluse

  4. La lungimiranza della famiglia Maramotti per l’arte e le sue importanti iniziative volte a sostenere la giovane arte in particolare possono solo ricevere il mio plauso. Questo però non giustifica l’inutile e violenta uccisione di decine di migliaia di animali ogni anno da parte dell’azienda Max Mara.Tante importanti marche dell’abbigliamento hanno intelligentemente cessato di alimentare un mercato così incivile e hanno sperimentato nuove modalità del vestire. Così facendo il loro prestigio e la loro credibilità si sono accresciuti e il loro mercato non si è certo ridotto. Questa passione per l’arte e questa arretratezza nel fare azienda come possono conciliarsi?

  5. sono perfettamente d’accordo con slip.
    E’ proprio il problema delle sensibilità disarticolate o a “compartimenti stagni” che è incredibile e allo stesso tempo inspiegabile.
    Come è possibile dimostrarsi tanto sensibili verso degli oggetti o addirittura a delle astrazioni (quando si vede nell’opera d’arte un’espressione di un sentire, di uno stato d’animo o dell’essere più che qualcosa di fisicamente “bello”) e invece prestare così poca attenzione a qualcosa di invece ben tangibile e riconoscibile come uno sguardo sofferente di chi ha passato un’intera esistenza, anzi, riprendendo un pensiero propagandistico nazista, è stato fatto nascere per morire (dove per morire non si intende la logica conseguenza del nascere ma addirittura lo scopo stesso) in una gabbia lontano da tutto ciò di cui una vita ha bisogno, impossibilitati a seguire nemmeno in minima parte i bisogni dettati dall’istinto (l’essere umano ha invece inventato sistemi di coercizione come la morale per tenere a bada i propri istinti e ne ha perso addirittura la capacità di riconoscerli sostituendovi comportamenti artificiosi). Dopotutto morte, sofferenza e sangue si è ancora in grado di riconoscerli.
    Dopo le proteste sollevate negli ultimi periodi contro in marchio max mara è impossibile che non siano a conoscenza di ciò che si cela dietro ad una pelliccia. O una persona si dimostra sensibile e allora lo è come approccio alla vita oppure non lo è.

  6. Anche io mi unisco con lo stesso sconcerto, perché per me l’arte è una espressione dei sentimenti umani, di tutti i sentimenti, ed è tra le più nobili espressioni che vi siano… come coniugare una sensibilità tale per l’arte con l’insensibilità per il destino e la sofferenza di altri esseri viventi?
    Alcuni artisti arrivano ad abusare di animali nelle loro installazioni, altri considerano artistico l’utilizzo della pelliccia di un animale su un capo di abbigliamento. Non posso capire quale mentalità possa portare a questo quando ormai tutti sanno cosa ci sia dietro a questa industria.
    Sarei felicissima se i Maramotti rendessero etica la moda di Max Mara, togliendo le pellicce, rendendo così più alto e nobile il nome della loro famiglia.

  7. Purtroppo, l’atteggiamento di “ripulire” la facciata da tutto quello che normalmente insozza, è comune tra le multinazionali che operano in maniera scorretta, facendo del malaffare e dello sfruttamento di risorse ambientali il proprio baluardo.
    Shell, Nestlè, Microsoft da molto tempo hanno attivato questa politica di “pulizia” fondando un ente che eroga fondi per sostenere dei progetti culturali, interculturali, ambientali, medici etc..
    Come a voler metter un velo colorato su un manichino logoro e divelto.
    Credo che questo sia lo stesso atteggiamento di un’azienda, come quella di Max Mara, che continua imperterrita ad uccidere, infliggendo terribili torture, animali la cui pelliccia serve per ornare la carne putrida e morta di giovani e meno giovani rinsecchite e ignave.
    L’ignavia credo sia il loro più gran difetto.
    Max mara, dietro il velo della sensibilità artistica, nasconde corpi accatastati di volpi, cincillà, castori, marmotte. Corpi accatastati che avvolge in tele. Nessun artista dovrebbe abbracciare quelle tele. E’ mercificazione di se stessi, è svilire l’arte, è rendersi partecipi di un assassinio.

  8. Un uomo è morale soltanto quando considera sacra la vita come tale,quella degli animali altrettanto di quella dei suoi simili e quando si dedica ad aiutare ogni vita che ne ha bisogno. Tutti noi dobbiamo renderci conto di quanto sia orribile provocare sofferenza e morte semplicemente per mancanza di riflessione.E nessuno dovrebbe tollerare che vengano inflitte agli animali delle sofferenze e neppure declinare la propria responsabilità per questo motivo l azienda Max Mara non deve esser uno strumento di morte

  9. Provate con me ad entrare in questa favola contemporanea:
    …Ai tempi remoti il cacciatore rischiava tutto per tutto
    nell’uccidereun animale da pelliccia… Le bestie nei boschi erano più numerose degli uomini e quando si trovavano faccia a faccia, l’uomo si assumeva la piena responsabilità di una lotta mortale in cui non era difficile che ci lasciasse la pelle.
    Oggi ogni cosa è tecnologica. E siccome di bestie selvatiche ce ne sono rimaste poche, si allevano animali da pelliccia in gabbie chiuse ed asettiche per ucciderle poi con scosse elettriche , senza un minimo di rischio, anzi direi senza neanche un pensiero rivolto a quellíessere vivo di cui non
    Conosciamo nè la forma nè il colore nè lo sguardo.

    Tutto nel mondo del mercato, anche le ultime sfilate della moda, ci spingono a credere che fra la bestia viva, che si muove aggraziata in cerca di una tana o del cibo, e quel bel capo di vestiario che scintilla appeso in una vetrina non esistano rapporti.
    (…Se dal fondo della vetrina saltassero fuori i fantasmi di tutti gli Ocelot, gli Opossum, le Lontre, i Visoni che sono stati uccisi a freddo…!)
    Pensate ad immaginare cosa succederebbe se chi entra in quella vetrina, chi indossa quella pelliccia, fosse costretto ad assistere di persona a tutte le fasi della lavorazione.
    O che mutasse la propria pelle in quella dell’animale “desiderato”.
    A questo punto si troverebbe imprigionato in un box che non consente alcun movimento, costretto a calpestare i propri escrementi, sofferente per le mutilazioni subite e le continue iniezioni, a disagio in un ambiente completamente
    innaturale, dove luce, temperatura ed umidità sono mantenuti a livello “Standard”, costretto a respirare un aria dall’odore nauseabondo, satura di anidre carbonica, vapori ammoniacali, assordato dai costanti lamenti dei nostri simili.

    Ora supponiamo di passare tutta la nostra esistenza in queste condizioni, senza il ricordo di un giorno di libertà, “senza la memoria dei nostri cari”.

    Se attraversando tutto questo vi sentite un po’ animali…un pò complici…un pò solidali… allora …….welcome to the party!!!!…

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