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Sempre più aziende europee, soprattutto quelle piccole e di medie dimensioni che fanno della qualità un marchio di fabbrica, si stanno schierando contro il TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership), il discusso accordo commerciale di libero scambio che Unione Europea e Stati Uniti stanno negoziando da anni.
I sostenitori dell’accordo vedono nel TTIP un’occasione d’oro per allargare il mercato di molte aziende, che oggi non possono fare affari al di là dell’Atlantico a causa delle legislazioni discordanti che impediscono la creazione di un grande mercato unico. I detrattori credono invece che costituisca un pericolo, soprattutto per il settore agroalimentare: si abbasserebbero gli standard di coltivazione e allevamento per equiparare il mercato europeo, più regolamentato e orientato alla qualità del prodotto, a quello a stelle e strisce, notoriamente meno restrittivo in fatto di uso di prodotti chimici.
La start-up italiana Real Shit, che produce letame biologico, si è schierata apertamente contro l’approvazione dell’accordo commerciale, e lo ha fatto avvalendosi della preziosa collaborazione dell’artista Laurina Paperina. Quest’ultima ha realizzato per l’azienda un’edizione limitata di barattoli di letame. I proventi della vendita dei barattoli (500 pezzi) finanzieranno in parte la campagna Stop TTIP Italia, alla quale Real Shit ha aderito. Laurina Paperina dimostra così, ancora una volta, di affrontare con la sua arte i temi più disparati. L’artista ha ricordato per l’occasione il suo personaggio “Shitman”, quasi un segno premonitore della futura collaborazione con Real Shit. L’azienda è nata con l’idea di aiutare i contadini urbani a coltivare i loro prodotti in maniera sana e naturale, evitando di ricorrere al letame degli stabilimenti industriali. Questa attenzione alla qualità e alla naturalità potrebbe, secondo i fondatori di Real Shit, passare in secondo piano nel caso in cui il trattato venga approvato. (gt)













