26 gennaio 2016

Miart, 21esima edizione e una città che fa quadrato intorno alla sua fiera. Ecco le presentazioni “ufficialissime” a Palazzo Marino, a Milano

 

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154 gallerie provenienti da 16 Paesi. Ecco i primi due numeri dalla 21esima edizione di miart, presentata stamattina a Palazzo Marino di Milano. Una sede istituzionalissima, che la dice lunga su come si è evoluta negli ultimi anni la fiera in rapporto con la città: ricordiamo che nel 2014 la presentazione si era svolta al Pac e l’anno scorso a Palazzo Reale. 
Un’unione che da quattro anni a questa parte, complice la direzione di Vincenzo De Bellis (lo dice chiaramente l’Assessore Filippo Del Corno, rimarcando quanto miart abbia contribuito alla crescita della visibilità di Milano) si è consolidata.
Corrado Peraboni, Amministratore Delegato di Fiera Milano, parla di una manifestazione con radici molto solide piantate nella metropoli, che quest’anno metterà in piedi una vera e propria art week, argomento ripreso anche dall’Assessore Del Corno, ma che in realtà non è una così grande news, visto che anche negli ultimi anni tutti gli eventi “fuori fiera” hanno funzionato in questo modo.
Tornado invece ai Padiglioni, Peraboni rimarca la vocazione internazionale della fiera, che però difficilmente sarà destinata ad ingrandirsi, in fatto di gallerie ospitate. miart, insomma, ormai è alla sua quadra.
De Bellis parte proprio da qui, da un pensiero sul vecchio bisogno di rilancio e dal riposizionamento della fiera a quella che oggi è la sua ridefinizione.
Ma cosa cambia, insomma? Per esempio viene aggiunta la sezione “Decades“, curata da Alberto Salvadori, con nove stand ognuno corrispondente ad una decade del ’90: una motivazione legata anche a Milano e alla sua capacità di creare avanguardie.
Anche quest’anno torna, con la cura di Domitilla Dardi, la sezione dedicata al design che avrà anche la possibilità di nuove produzioni, mostrando al pubblico quel che non si trova negli showroom.
E tornano ovviamente i miartalks, con la collaborazione – come vi avevamo già annunciato – con In between Art Films di Beatrice Bulgari. A spiegare questa sezione come è il neo vicedirettore della fiera, Alessandro Rabottini, in un appuntamento che mixerà musica, danza, teatro, e non solo, per trasformare un poco la sezione con Chris Dercon, Virgilio Sieni, Hans Ulrich Obrist per dirne qualcuno su 40 invitati in totale.
Con Fondazione Trussardi invece si farà un nuovo progetto, di cui si saprà qualcosa nelle prossime settimane e anche un nuovo appuntamento legherà il FAI e la fiera. 
In città invece, nella settimana dell’arte, ecco i due più grandi protagonisti: Studio Azzurro a Palazzo Reale, e Carsten Höller all’HangarBicocca, e aperture straordinarie per Fondazione Prada e Museo del Novecento, Mudec, Palazzo della Ragione, aspettando che PAC e Galleria d’Arte Moderna svelino le loro sorprese. 

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