19 gennaio 2010

Milano e Roma, mega spazi per la provocatoria campagna del Ministero per i Beni Culturali

 

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La maxiaffissione milanese
200 mq in Piazza Duomo a Milano, altrettanti in Piazza del Popolo a Roma. Due delle più importanti piazze d’Italia, dallo scorso fine settimana cornice della campagna di comunicazione del Ministero per i Beni Culturali Se non lo visiti lo portiamo via.
Due maxiaffissioni per lo scioccante ma efficace concept, rispettivamente con le provocatorie immagini del Colosseo in fase di smontaggio e del Cenacolo di Leonardo trasportato da operai in una strada newyorkese.
L’iniziativa è stata resa possibile grazie alla partnership con una società concessionaria leader nel settore delle maxiaffissioni che gestisce questi ed altri spazi pubblicitari di grande visibilità. Data l’importanza sociale del messaggio, gli spazi sono stati offerti gratuitamente. “Questo conferma il recente orientamento della Direzione Generale per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale di puntare, per progetti ed iniziative di comunicazione, su collaborazioni con importanti soggetti privati”.

[exibart]

7 Commenti

  1. L’arte dovrebbe servire per arricchire i popoli e non per riempire le tasche bucate dello stato. In linea con il programma del ministero dei mali culturali italiano si tenta il ricatto morale giocando con le radici.
    Trovo indegna questa campagna, così come il costo del biglietto per la visita di molti monumenti.

  2. Caro Massimiliano, ma tu che sei un (giusto) censore dell’affissione selvaggia non pensi che questa campagna sia massimamente selvaggia nella forma (200 mq di spazio!!!) e peggio ancora nei contenuti? Un paese che non è in grado di valorizzare il proprio patrimonio culturale (storico e contemporaneo) dovrebbe fare ben altro che passare alle intimidazioni nei confronti di una società civile la cui ignoranza ha tra i maggiori responsabili proprio governi come questo che su cultura e istruzione hanno gettato la calce.
    E poi trovo comunque odioso e grave che qualcuno (specie se rappresentante di un potere costituito) possa sentirsi legittimato a minacciarmi di alcunché.
    Ti trovo d’accordo?

  3. Si, penso che sia una roba piuttosto barbarica, ma occorre contestualizzare: l’affissione extra formato, magari a coprire palazzi in restauro, è presente in tutto il mondo occidentale. Al contrario la teoria dei 100mila cartelloni che vi sono a Roma, sono unici e non hanno paragoni neppure nel terzo e nel quarto mondo. Insomma, bisogna distinguere…

  4. Non è una provocazione, ma una minaccia reale.Un’idea simile può nascere solo da chi ce l’ha in testa per davvero.
    Le casse sempre più vuote il deficit sempre più alto. Hanno già venduto a man bassa patrimoni dello stato, non si tratterebbe che di continuare, in fondo che male c’è ne abbiamo talmente tanti di tesori artistici…mi disturba però che si voglia far credere di non mettere le mani nelle tasche degli italiani.

  5. Fuori dal coro: questa è finalmente una campagna giustissima!!!!! Soprattutto per gli italioti usi solo ad affollarsi alle Maldive e piacevolezze estere beatamente ignoranti del nostro paese.

  6. Invece di investire soldi in patetiche e inutili provocazioni, sarebbe stato meglio sostituire tutti quei burocrati fannulloni che gestiscono l’eccezionale patrimonio culutrale
    italiano. Un patrimonio che tranne alcune eccezioni, non è stato valorizzato come si deve. Al contrario in questi ultimi 50 anni è stato calpestato dall’incuria e dal degrado. Nelle scuole italiane di ogni ordine e grado, non si insegna l’educazione al rispetto delle nostre radici culturali,tantomeno la capacità di dare e amore e valore ai tesori artistici, alla bellezza del nostro patrimonio che tutti ci invidiano che è simbolo della nostra identità; motivo d’attrazione per milioni di turisti, che in questi ultimi anni preferiscono disertare l’Italia per altre mete più a buon mercato. La commercializzazione becera dei tesori culturali può portare a distruggere, definitivamente il loro valore estetico e culturale. Ciò che innanzitutto vorrei evidenziare è che in Italia il turismo culturale è gestito con i piedi, i prezzi di alberghi e servizi sono tra i più cari del mondo. Io farei gestire queste bellezze a musei come il Tate, il Louvre, od altri musei esteri che sono gestiti con efficacia e rendimento economico. Sicuramente le cose andrebbero meglio, non solo per le casse dello stato, ma anche nell’interesse della comunità italiana. Pensate che nella città di Prato dove vivo, è stata scoperta una città etrusca, tra le più importanti dell’Italia settentrionale, e tutt’oggi risulta abbandonata all’icuria e al degrado. Questa è l’Italia.

    SAVINO MARSEGLIA (Strico dell’arte)

  7. E’ SICURAMENTE UNA CAMPAGNA IN FORMA DI MINACCIA , PER FARE SOLO SOLDI, NON PER SENSIBILIZZARE.
    E CHI SI PUO’ PERMETTERE UN BIGLIETTO D’ INGRESSO A COSTI ESORBITANTI!!!
    GLI ITALIANI NO, E NEMMENO I TURISTI.

    VENEZIA

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