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Un nuovo soggetto per la diffusione dell’arte e della cultura contemporanee, nel segno dei tanti eventi già prodotti dallo spazio milanese. E quindi, dopo il rodaggio di questi anni, la prova della maturità. La Fondazione Hangar Bicocca si presenta ufficialmente al mondo della cultura per illustrare il suo ambizioso progetto di crescita, paragonabile almeno sulla carta a quello della Tate Gallery. La Fondazione, i cui membri fondatori sono Pirelli Re, Camera di Commercio di Milano e Regione Lombardia, nasce per sostenere le attività dell’Hangar Bicocca come luogo di produzione, promozione e diffusione dell’arte e della cultura contemporanea. Sorto sull’area dell’ex Ansaldo, lo spazio ha finora ospitato mostre e performance di vari artisti tra cui Peter Greenaway, Alfredo Jaar e Anselm Kiefer, la cui opera “I Sette Palazzi Celesti” è in esposizione permanente dal 2004 nella navata principale. Ma nel programma dell’Hangar non ci saranno d’ora in poi solo mostre , ma anche – sfruttando gli immensi spazi a disposizione: 15.000 mq – musica, teatro, danza e letteratura in modo da offrire a Milano una gamma di eventi culturali più vasta possibile, tutti nel segno dell’internazionalità. A garantirne la qualità, un comitato scientifico composto da esperti di arte contemporanea, direttori di musei, critici e curatori, ma anche docenti di semiotica, filosofia ed economia. Il direttore artistico sarà, fino al 2012, Chiara Bertola, già curatrice di mostre di arte contemporanea per la Fondazione Querini Stampalia di Venezia, direttore della Fondazione Furla a Bologna e ideatrice del Premio omonimo. Da segnalare tra le iniziative, anche il progetto didattico HB-EDU che coinvolge 1700 scuole in tutta Italia con lo scopo di educare con l’arte, e può essere sostenuto anche da privati.
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www.hangarbicocca.it
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www.hangarbicocca.it
[exibart]












si, ma dov’è la notizia? cioè l’avete gia annunciata la cosa…
Dedicata alla D I R E T T R I C E:
Il manifesto dell’aereopittura
“Agli artisti giovani d’Italia”!
Il grido di ribellione che noi lanciamo, associando i nostri ideali a quelli di poeti futuristi, non parte già da una chiesucola estetica, ma esprime il violento desiderio che ribolle oggi nelle vene di ogni artista creatore.
Noi vogliamo combattere accanitamente la religione fanatica, incosciente e snobbistica del passato, alimentata dall’esistenza nefasta dei musei. Ci ribelliamo alla suprema ammirazione delle vecchie tele, delle vecchie statue, degli oggetti vecchi e dell’entusiasmo per tutto ciò che è tarlato, sudicio, corroso dal tempo, e giudichiamo ingiusto, delittuoso, l’abituale disdegno per tutto ciò che è giovane, nuovo e palpitante di vita.
Volendo noi contribuire al necessario rinnovamento di tutte le espressioni d’arte, dichiariamo guerra risolutamente, a tutti quegli artisti e a tutte quelle istituzioni che, pur cammuffandosi di una veste di falsa modernità, rimangono invischiati nella tradizione, nell’accadentismo e soprattutto in una ripugnante pigrizia cerebrale.
Hanno ben altri interessi da difendere i critici pagati! Le esposizioni, i concorsi, la critica superficiale e non mai disinteressata condannano l’arte italiana all’ignominia di una vera prostituzione!
Ecco le nostre conclusioni recise:
1- Distruggere il culto del passato, l’ossessione dell’antico, il pedantismo ed il formalismo accademico.
2- Disprezzare profondamente ogni forma d’imitazione.
3- Esaltare ogni forma di originalità anche se temeraria, anche se violentissima.
4- Trarre coraggio ed orgoglio dalla facile traccia di pazzia con cui si sferzano e s’imbavagliano gl’innovatori.
5- Considerare i critici d’arte come inutili e dannosi.
6- Ribellarci contro la tirannia delle parole: ARMONIA E BUON GUSTO, espressioni troppo elastiche.
7- Spazzar via dal campo ideale dell’arte tutti i motivi, tutti i soggetti già sfruttati.
8- Rendere e magnificare la vita odierna, incessante e tumultuosamente trasformata dalla scienza vittoriosa.
Siano sepolti i morti dalle più profonde viscere della terra! Sia sgombra di mummie la soglia del futuro! Largo ai giovani, ai violenti, ai temerari!
Ricordati che i “giovani artisti” si trasformano presto in vecchi coglioni, il 68 insegna, arriva sempre un pirla appena uscito dall’uovo che si crede meglio degli altri! L’arte non ha tempo, non è ne nuovo ne vecchio ma eterno.