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Al numero 8 di via Col Moschin, zona Porta Ticinese, ci hanno messo lo zampino Kunstverein Milano e Careof. Le due associazioni, con la curatela di Martina Angelotti e la collaborazione di Beatrice Catanzaro, per 24 ore no stop tengono in ostaggio la ex fabbrica Guarmet, luogo di produzione di bigiotteria, che la prossima settimana verrà demolita per dare spazio a un nuovo complesso edilizio. Sarà pure gentrificazione (anche se l’area, per la verità, non fa proprio parte delle mappe a rischio del fenomeno) ma è l’occasione buona per godersi, con cinque euro di ingresso e un bicchiere di vodka tonic, le performance di una serie di artisti e collettivi, tra cui gli Alterazioni Video che arriveranno stasera, e anche Giorgio Andreotta Calò, Lupo Borgonovo, Simone Brollis, Heman Chong, Leone Contini, Anna Franceschini, Riccardo Giacconi, Aldo Giannotti, Marcos Lutyens, Daniele Maffeis, Diego Marcon, Kinkaleri, Jacopo Miliani, Elena Nemkova, Ozmo, Parasite 2.0, Maria Pecchioli, Davide Savorani, Enzo Umbaca, Valentina Vetturi, Driant Zeneli, e la stessa Catanzaro.
Il titolo? Anche questo emblematico: “People in a Building Without the Building”.
Fino a notte fonda, anche stasera, si ripeterà così un copione che ha tenuto compagnia in questa art week meneghina: l’assalto della folla. Una folla non intesa nel senso generico e banale del termine, ma frotte di entusiasti che hanno solcato le strade di Milano, da una fondazione all’altra, da un evento “spot” agli interventi “privati”, famelici non solo di vivere l’arte, ma anche un’euforia che vi abbiamo raccontato pochi giorni fa, e che si sente palpabile nell’aria.




















