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Ornaghi non incontra la Consulta Arte di Roma, ma stamattina invece pare si vedrà con l’Assessore Boeri, in occasione della sua visita al Castello Sforzesco e alla mostra sul Bramantino. Appuntamento che, se confermato, la dice ancora una volta lunga sull’attitude di Ornaghi di lavarsi le mani di fronte ai problemi più urgenti, uno su tutti il terremoto in Emilia che ha lasciato in pezzi un patrimonio grandissimo, da Ferrara alle provincie di Modena e Bologna.
E sarà un terremoto non indifferente, se andrà a buon fine, anche il progetto di Boeri di «rendere la cultura diffusa e accessibile per tutti i milanesi». Leggi tutti musei gratis: «Stiamo lavorando perché Milano diventi la prima città italiana in cui si sperimenti la gratuità per i Musei civici».
La mostra del Bramantino in effetti è gratuita per il pubblico, ed è stata allestita “gratuitamente” da Michele De Lucchi.
Un percorso di fruizione dell’arte che Boeri, insiste, in quest’ultimo anno ha trovato ottime iniziative, di tutti i generi: «Passando da “Piano City” ai concerti fino alle domeniche a piedi, abbiamo dimostrato di saper fare cultura a costo zero».
Arte libera e “Arte libera tutti” anche nei confronti di MACAO, per l’Assessore passato da essere un’iniziativa inedita e positiva, ma una sorta di carrozzone sbandato che ha occupato «il luogo che sta per diventare quello che di meglio c’è a Milano», ovvero Palazzo Citterio che ospiterà un futuro distaccamento della Pinacoteca di Brera. Anche se la domanda che viene da porre a Boeri è “quando?” visto che il destino di Palazzo Citterio è tutto fuorché chiaro, dopo le vicende degli ultimi anni in cui sparirono fondi per 52 milioni di euro legati all’Expo e il coordinatore per il tavolo di lavoro riguardante l’edificio Muro Della Giovampaola venne arrestato con la cricca di Anemone, Balducci e De Santis per gli appalti truccati al G8 della Maddalena.
Oggi nel frattempo, alle 13.30 a MACAO si terrà un’assemblea tutta puntata sul futuro di Brera, sia intesa come Pinacoteca che come Accademia, e che probabilmente farà discutere parecchio, anche e soprattutto perché MACAO continua a rovesciare sul piatto questioni particolarmente spinose per la politica milanese.
«Perché, invece di aprire un dialogo innovativo con il Comune, si è deciso di prendere un edificio che ospita la speranza concreta di rendere accessibile il patrimonio di opere di Brera? Si vuole aprire un dialogo? Benissimo. Ma non si capisce perché per farlo si sia deciso di occupare Palazzo Citterio. Sinceramente non capisco che fine abbia fatto la sfida inedita e appassionata di Macao» sono le ultime dichiarazioni dell’Assessore. Una mattinata che si preannuncia piuttosto calda, su una sponda e sull’altra della “creatività in comune”.














l’Accademia è un suk, la Pinacoteca meriterebbe maggior risalto. Ma noi non investiamo per la cultura ma buttiamo via i soldi