22 dicembre 2015

Musei nazionali e regionali, ovvero come nel Regno Unito la forbice della spending review risparmia i grandi e affonda i piccoli

 

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Un colpo al cerchio e uno alla botte, o in altre parole una spending review decisamente poco equa in Inghilterra. Il governo ha pubblicato nei giorni scorsi il suo “Comprehensive Spending Review”, il bilancio previsto per i prossimi quattro anni. Per la cultura “nazionale” le cose non andranno poi così male, visto che la cifra stanziata sarà di un miliardo e 500 milioni di sterline (con una riduzione “solo” del 5 per cento nelle casse). 
In Inghilterra, infatti, sanno bene che i tagli alla Cultura sono una “falsa economia”, visto che con 1 miliardo di soldi statali all’arte il Paese macina invece 250 miliardi l’anno di incassi. 
Ma non è tutto oro quel che luccica e, infatti, per i più piccoli – i “regionali” – si prospetta una crisi fatta di tagli profondi. Il governo centrale prevede infatti di ridurre i finanziamenti agli enti locali, effetto che avrà una ricaduta su molti musei “minori”. Un esempio tra tanti? L’intenzione di chiudere Blythe House (nelle foto), a ovest di Londra, ente che conserva due milioni di oggetti che finiranno in parte al British Museum, al Victoria and Albert e al Museo della Scienza. L’edificio sarà venduto per 150 milioni che saranno dati alle istituzioni per finanziare nuovi depositi. Piove sempre sul bagnato? 

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