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A conclusione del primo quinquennio di attività, per le cure del direttore scientifico Roberta Valtorta esce la seconda edizione del catalogo della collezione. O meglio, su carta e alle pareti del museo è visibile una selezione accurata quanto ristrettissima rispetto all’immenso patrimonio posseduto (oltre 1 milione e 800mila pezzi). Si apre naturalmente con Jochen Gerz, protagonista d’una lunga quanto intelligente operazione di coinvolgimento del pubblico (non solo) locale. E, passando per nomi come Alessandra Spranzi e Paola De Pietri, Peter Bialobrzeski e Roni Horn, e risalendo fino a Rodcenko, si giunge alla parte forse meno invitante del libro, ma pure la più utile per gli studiosi. Perché a Cinisello sono conservati numerosi fondi, qui presentati con dovizia di particolari. C’è quello di Lanfranco Colombo e di Paolo Gioli, ma pure quello immenso di Grazia Neri e lo storico Viaggio in Italia del 1974-83.
Insomma, se ancora la città meneghina latita sul contemporaneo, con l’MFC e lo Spazio Forma non si può dire altrettanto quanto alla fotografia.
La scheda della mostra
[exibart]











