Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Da una parte quello entusiasticamente favorevole di Achille Bonito Oliva: “Creare un cortocircuito tra testimonianze del passato e lavori contemporanei, è un modo di operare che io ho sperimentato fin dagli Anni 90. Far dialogare un Igloo di Merz e una tela di Fontanesi, un’opera di Pistoletto e una di Balla, è infatti una ricetta salutare sia per l’arte antica sia per quella di oggi”.
Dall’altra quella più scettica dell’artista Ezio Gribaudo: “Io credo che un museo debba svolgere innanzitutto una funzione educativa, anche se deve essere in grado di richiamare gente. Ma esporre insieme nella stessa stanza Fontanesi e Merz rischia solo di fare confusione soprattutto sulle giovani generazioni, che sono già frastornate”.
Alla fin fine è un tentativo di offrire alle collezioni permanenti una ribalta mediatica che solitamente non hanno, oltre alla possibilità di studiare in un’ottica nuova il patrimonio in dotazione. E il risultato, ad una prima occhiata, non sembra niente male anche se lo spaesamento iniziale è d’obbligo, imponendo una concentrazione maggiore nella lettura dei vari accostamenti, scongiurando però qualsiasi monotonia. “La scelta tematica – ha continuato Eccher – consente anche di presentare opere giudicate minori, che un percorso strettamente cronologico non permetterebbe”.
Altra novità emersa in conferenza stampa è il futuro gemellaggio artistico tra Torino e Milano che verrà presentato dettagliatamente il 27 ottobre alle 11.30 alla Gam e il pomeriggio nella città meneghina. In cosa consiste questa sinergia? Tutto ciò che di contemporaneo Milano organizza nella stagione invernale verrà inserito in Contemporary, il marchio che istituzionalizza gli eventi artistici torinesi concentrati nel mese di novembre (e da quest’anno anche quelli programmati per tutto l’anno dal “sistema” Arte contemporanea di Torino e del Piemonte), con il logo contemporaneamente. Milano 2009.
In primavera, in concomitanza con il Salone del Mobile, le posizioni si invertiranno: sarà Milano ad occupare la parte più ampia del programma. (claudia giraud)
articoli correlati
VASTA GAM
[exibart]












Sembra abbia inventato chissà quale formula curatoriale/museologica invece Eccher ha scoperto l’acqua calda… Nei più importanti musei internazionali questa formula si usa da un paio di decenni.
quando si dice la scoperta dell’acqua calda…
non trovo sia rispettoso parlare in questo modo (siamo in italia), il pensiero di Eccher e’ molto piu’ semplice di quanto si possa pensare.
Ha dato a tutti coloro che non possono permettersi di andare a migliaia di kilometri per visitare Musei importanti e innovativi sotto l’aspetto curatotiale/allestitivo, di avere in Italia un modo di presentare ed accostare opere Moderne a Contemporanee .
Personalmente ho visitato la Gam di Torino ed e’ stata una gradevole sorpresa, in piu’ zone “sollecitato” notevolmente il mio attaccamento verso l’arte che coltivo sin da bambino. Bravo e grazie Dott. Eccher.
L’ARTE E’ PER TUTTI!
“L’ARTE E’ PER TUTTI!” ma come? fino ad ieri, quando tutto tirava, l’arte contemporanea era per pochi e gli ignoranti dovevano studiare. Ora che l’arte contemporanea è FALLITA miseramente con i subprime, l’arte diventa per tutti?
E troppo tardi per deventare popolare, l’arte contemporanea è morta, ciaooooooo…