23 dicembre 2015

Nicolas Cage e la coscienza pulita con il cranio del dinosauro. L’attore restituisce all’Asia un fossile, importato clandestinamente dalla Mongolia

 

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Un po’ saga di Hollywood, un po’ social, un po’ storia a lieto fine. Metti un attore famoso, Nicolas Cage, e metti che sia anche un collezionista. Nel 2007, infatti, superando lo “squalo” Leonardo di Caprio che non solo è stato il “lupo di Wall Street”, ma anche un collector che a quanto pare i suoi colleghi attori se li beve, in fatto di frequentazioni, conoscenze dell’art world e ovviamente giusti investimenti, acquistò dalla galleria losangelina IM Chait un cranio di Tyrannosaurus Bataar.
Il fossile dopo tutti questi anni, però, è risultato illegale – forse rubato o clandestinamente importato negli Stati Uniti – dalla Mongolia. 
Peccato, perché per il cumulo di ossa preistoriche Cage aveva sborsato 276mila dollari in asta, e nonostante certificato d’autorità e nessuna vertenza legale per l’attore e anche la galleria, Cage ha restituito il malloppo.
E peccato anche perché, proprio la galleria IM Chait, sia risultata usa a fare affari con Eric Prokopi, paleontologo che – secondo le autorità – sarebbe un vero e proprio professionista del mercato nero di fossili preistorici, già condannato a tre mesi di reclusione nel 2012. Ad ogni modo le ossa sono tornate a casa, e per Cage il colpo di gossip è stato assicurato. 

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