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“Chiuso e smantellato il cantiere per il parcheggio pertinenziale e ripristinata l’area del belvedere, ora uno dei luoghi più suggestivi della Capitale presto potrà di nuovo essere goduto da tutti”. Con queste trionfanti parole il Ministro Bondi annuncia la chiusura della “vertenza” relativa al parcheggio sotterraneo voluto dalla Giunta Veltroni alla terrazza del Pincio, tenacemente osteggiato dall’attuale maggioranza in nome di una conservazione acritica se non aprioristica.
La realtà è purtroppo completamente diversa: parcheggi sotterranei se ne fanno in tutto il mondo anche in zone molto più delicate e prestigiose del Pincio. La conseguenza del nostro passatismo è l’impossibilità anche solo di camminare per il centro di Roma senza essere catapultati in un contesto che vede le lamiere delle auto come protagoniste assolute del paesaggio, come schermo che impedisce di “leggere” i monumenti, come presenza costante sulle carreggiate, nei marciapiedi, in tutte le piazze, in tutte le isole pedonali.
Nella foto via di Fontanella Borghese, forse la più elegante del Tridente centrale, sullo sfondo (anche se si vede male) c’è Piazza di Spagna e Trinità de’ Monti. La situazione normale di questa strada è quella che qui si vede. I parking sotterranei si fanno in tutto il mondo, strade centrali in queste condizioni, caro Ministro Bondi, si vedono solo in Italia. E il discorso vale, uguale uguale, per Firenze, Napoli, Milano, Torino. Fa eccezione Venezia, ma non è merito di nessuno…
[exibart]












sono un cittadino romano che davvero non nutre particolare stima per il ministro bondi, ma ritengo molto superficiale il vostro articolo.
evidentemente vi sfugge che a roma ci sono più di 700 automobili ogni 1000 abitanti: l’anomalia, semmai, è questa.
in un centro storico bello, importante e delicato come quello della capitale dovrebbero essere semplicemente proibiti l’accesso e la sosta delle automobili, come peraltro avviene in altre città di più civili paesi.
attuare queste misure richiede sensibilità, capacità e coraggio, doti che mancano alla politica e a una società ormai assuefatta al brutto e schiava del superfluo.
meglio insabbiare (o interrare?) le prove di questo fallimento, quindi, magari speculandoci sopra un altro pò.
SANTE PAROLE!! il parcheggio del pincio era stato pensato per togliere TUTTE le macchine dal tridente, naturalmente offrendo un’opzione ai residenti (ovvero lasciare la macchina nel parcheggio… che era davvero poco impattante visivamente)! Teniamoci quindi un parcheggio di lusso a cielo aperto.
Se il centro scoppia di lamiere la periferia non ride… le lamiere sono però quelle delle centinaia di nuovissimi cartelloni abusivi 6×3! Sorgono come funghi…
Una volta costruiti i parcheggi (e ben vengano!) bisognerebbe obbligare ad usarli visto che la gente preferisce il parcheggio selvaggio ma libero.