07 maggio 2009

Noi siamo qui, alla Triennale di Milano la quarta edizione di inContemporanea

 

di

Weinberger – Portable Gardens
Un evento che riunisce per tre giorni in un unico luogo e ad ingresso libero, i progetti delle Associazioni non profit facenti parte della rete, che si occupano di arte e di sperimentazione nel campo della cultura visiva contemporanea. È ancora la Triennale di Milano ad ospitare la quarta edizione di inContemporanea, progetto pluriennale promosso dalla Provincia di Milano e curato da Gabi Scardi, che nelle precedenti edizioni ha incontrato un crescente consenso da parte del pubblico e degli operatori. Dodici le associazioni che partecipano a Noi siamo qui, titolo dell’edizione 2009: aMAZElab, AR.RI.VI, Assab One, Careof, Connecting Cultures, FreeUndo, Isola Art Center, O’, Reporting System, Viafarini, Wurmkos, cui si affianca Uovo. Attraverso le proposte delle Associazioni il pubblico potrà scoprire fra l’altro i Giardini Mobili di aMAZElab, progetto ideato ad hoc per l’evento di Lois & Franziska Weinberger, mentre Pierluigi Calignano, Alessandra Spranzi ed Enzo Umbaca, con Via Padova 2009, interpreteranno da Assab One l’arteria del quartiere Cimiano attraverso i loro sguardi poetici. Careof continua la mappatura della metropoli lombarda con Ritratti. Percorsi video a Milano #3, proponendo quest’anno Meris Angioletti che scandaglia i sotterranei storici e contemporanei del capoluogo. A questi progetti si affiancheranno una serie di eventi collaterali, come convegni, workshop, microdrammaturgie e proiezioni.






Programma dettagliato: www.incontemporanea.it
Dall’8 al 10 maggio 2009
Viale Alemagna 6 – Milano
Info: 0277406381 –
incontemporanea@provincia.milano.it

[exibart]

1 commento

  1. Invito tutti a documentarsi sul lavoro di meris angioletti. Un lavoro omologo a migliaia di artisti e totalmente copiato da aclune sensibilità del ‘900. Costei ha studiato con garutti e poi (non si sa bene per quale amicizia) è stata adottata da Viafarini. Questo significa mortificare energie migliori e dare illusioni ad una ragazza che presto dovrà vivere sulla rendita dei propri padri (e glielo auguro) o su altro lavoro.

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