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“Caterina la Grande, Alessandro I, Nicola I, Alessandro III, sono stati tutti grandi collezionisti d’arte del loro tempo. Ora sta a noi integrare l’arte attuale nel museo classico universale”.
Sono direttamente la parole del direttore, Mikhail Piotrovski, a chiarire la svolta: il Musée de l’Ermitage apre al contemporaneo. Alla base c’è la constatazione che ormai la storica sede del Palazzo d’Inverno, a San Pietroburgo, va stretta al museo.
Per questo lo Stato russo ha ceduto all’istituzione anche l’ala dello Stato maggiore, edificio di 60mila metri quadrati su tre piani situato di fronte al museo, che ospiterà le opere del XIX e XX secolo, in particolare la famosissima raccolta impressionista. I lavori di ristrutturazione, che saranno completati per il 2014, 250° anniversario della fondazione del museo, sono già iniziati, per un costo previsto di 75 milioni di euro.
L’interesse per l’arte contemporanea è del resto confermato dall’esposizione Newspeak, aperta fino al prossimo 17 gennaio, con opere di giovani talenti dell’arte britannica, provenienti dalla Saatchi Gallery di Londra.
[exibart]











