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Ha vinto per una mostra messa in scena lo scorso anno, al Kunstverein di Francoforte. Il titolo? “The Octopus”, e in scena c’erano una serie di fotografie di aree militari e del governo statunitense ad “accesso limitato” o proibito, e anche immagini che mostrano le traiettorie di volo di droni, più una serie di sculture.
L’autore? Il grande fotografo, regista e attivista Trevor Paglen, che si porta a casa l’edizione 2016 del Premio per la Fotografia messo in palio dalla Deutsche Börse Foundation, per un totale di 30mila sterline.
“La giuria ha riconosciuto al progetto di Trevor Paglen “The Octopus” un significativo contributo a questioni di attualità che indagano l’impatto inquietante degli aspetti invisibili della tecnologia sulla nostra vita quotidiana”, ha riportato nelle motivazioni Brett Rogers, presidente della giuria del premio e direttore di Photographers Gallery a Londra, e che comprendeva anche David Drake, direttore di Ffotogallery, Cardiff; Alfredo Jaar; il curatore Wim van Sinderen e Anne-Marie Beckmann, curatore della collezione Deutsche Börse.
Paglen ha battuto gli altri finalisti, ovvero Laura El-Tantawy, Erik Kessels e Tobias Zielony, ai quali vengono assegnati ad ogni modo 3mila sterline.
Paglen, che ha anche compiuto una serie di immersioni al largo della costa di Fort Lauderdale, in Florida, durante Art Basel Miami Beach 2015, per vedere i cavi in fibra ottica transatlantici che portano le informazioni agli utenti di Internet e che sono sorvegliati dalle agenzie governative, è stato anche insignito dell’Electronic Frontier Foundation Award. Viva l’impegno, purché non troppo disturbante.














