14 dicembre 2015

Opere d’arte confiscate, restituzione alla collettività e un po’ di fascino per il traffico illecito. Da Open Care a Milano una giornata di studi sul tema

 

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Tra le opere esposte ce ne saranno una serie confiscate per reati finanziari: una carta di Victor Vasarely, un décollage di Asger Jorn; una colonna di Ettore Spalletti e un acrilico di Paolo Scheggi; poi un gruppo di tele confiscate per reati legati alla criminalità organizzata: Morandi, De Pisis, Campigli (nella foto sopra Garden Party, 1958), tutti contraffatti.
Siamo in questura? No, siamo da Open Care a Milano, che domani terrà una conferenza che si preannuncia decisamente calda, quantomeno per il tema: Opere d’arte del XX secolo confiscate in Lombardia e relative prospettive per la restituzione di esse alla collettività. Con la cura di Paolo Campiglio, con la collaborazione di Beatrice Bentivoglio-Ravasio e Flora Berizzi.
Un dibattito che muoverà i suoi temi anche dalle normative in materia, ovvero che le opere d’arte provenienti da procedure ablative siano prioritariamente devolute a musei, gallerie, pinacoteche e altri luoghi della cultura, restituendo così alla pubblica fruizione beni privati illecitamente acquisiti. 
Campiglio, ricercatore di Storia dell’Arte Contemporanea all’Università degli Studi di Pavia, racconterà invece l’analisi e la catalogazione delle opere provenienti dai sequestri, e del nuovo progetto dal titolo Analisi, appunto, che si promette appunto di studiare e valorizzazione il patrimonio artistico confiscato. 
Ma il mercato dell’arte è anche quello che attrae, ovviamente, grandi investimenti specialmente come bene rifugio, al pari di oro e mattone, e che contrariamente ai beni immobili riesce ad assicurare anche grande prestigio: ecco un altro motivo per cui il settore è divenuto preda di personaggi senza scrupoli e ambito privilegiato per traffici illeciti e operazioni di riciclaggio, difficilmente arginabili e intercettabili da parte delle autorità, e per questo particolarmente cari agli asset criminali.
Insomma, oltre a vederne delle belle nel vero senso della parola, sarà un momento di confronto e di cultura intorno a un aspetto oscuro, e decisamente affascinante, del mondo dell’arte contemporanea. La giornata inizia alle 10, al civico 10 di via Piranesi. 

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