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Mastella fa notizia, in questo momento; “tira”, come si dice in gergo basso-giornalistico per capirsi al volo. Se c’era quindi un momento buono per rispolverare una vicenda ormai morta e sepolta, ma che aveva il pregio di coinvolgere l’ex guardasigilli, era proprio questo. Lo scorso 31 dicembre tutti i TG lanciano in prima serata la notizia dell’intercettazione di un pacco minatorio destinato all’onorevole Mastella, una sorta di scultura raffigurante un uomo incaprettato, spedita da presunti terroristi islamici. Si trattava in realtà della provocazione dell’artista Giovanni Bianchini, che applica il 3D alla mail-art, con pacchetti-sculture che viaggiano per il mondo producendo effetti insoliti. Proprio a lui lo Spazio Pubblico ShaKe di Milano dedica la mostra Respinto al mittente. Mail-art a impatto sociale, con la partecipazione del videomaker Andrea Minoglio. Esposte alcune opere inviate a Mastella, D’Alema, al Re del Marocco e ritornate al mittente, accanto ad altre “sculture nomadi” di Bianchini.
Inaugurazione: giovedì 31 gennaio 2008 – ore 21.00
Dal 31 gennaio all’8 febbraio 2008
Viale Bligny 42 – Milano
Info: 0258317306 – info@shake.it
Web: www.shake.it
[exibart]
Dal 31 gennaio all’8 febbraio 2008
Viale Bligny 42 – Milano
Info: 0258317306 – info@shake.it
Web: www.shake.it
[exibart]












Che pena queste cose, più che artisti mi sembrano sciacalli che si avventano su tutto pur di fare spettacolo e richiamare attenzione.
ommioddio!
Non so’ fino a che punto l’operazione di questo artista possa considerarsi un’operazione di mail art è certo che nel network della mail art ha causato un gran casino forse anche maggiore di quello causato dal pacco a Mastella.
Della serie far parlare di sè e a tutti i costi? Ma qunto gli costano in francobolli postali questi ingombranti invii?
Restiamo in attesa della prossima provocazione ma per favore questa volta non chiamiamola operazione di mail art.