28 gennaio 2016

Paghi la partita di rugby, ed entri al museo gratis. Bella iniziativa o, ancora una volta, l’arte è trattata come un contorno senza valore?

 

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Dopo la pessima figura che abbiamo fatto agli occhi del mondo una piccola iniziativa riscatta un po’ la cultura italiana nonostante, anche in questo caso, venga usata come un genere di intrattenimento bello e buono. E al verde.
Già, perché è fondamentalmente un’appendice che cade a latere dello sport: pagate il biglietto per il Torneo 6 Nazioni di Rugby, e il CONI d’accordo con il Mibact (in una iniziativa presentata al Salone d’Onore dell’Associazione) vi spedisce a vedere gratuitamente nei giorni successivi alle partite (il week end del 14 e 28 febbraio) alcuni musei come Galleria Spada, Museo dell’Alto Medioevo, Museo Nazionale d’Arte Orientale, Palazzo Venezia, Castel Sant’Angelo, il Luigi Pigorini all’EUR, la GNAM e il Macro, Centrale Montemartini e e toh, anche i Musei comunali Capitolini!
Obiettivo? Si legge: “Allungare l’offerta turistica per chi assisterà alle due partite che si terranno allo Stadio Olimpico di Roma; dall’altro stimolare una reciprocità con gli altri Paesi e città europee che ospiteranno il Torneo e fare in modo che anche i tifosi italiani in trasferta abbiano la possibilità di visitare i musei esteri gratuitamente”. Do ut des. Ma l’arte resta sempre il “divertimento” gratuito, mentre la partitella si paga, eccome!

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