10 gennaio 2008

Palermo, riparte Palazzo Riso. E diventa il “Museo diffuso” dei siciliani…

 

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Palazzo Belmonte RisoSi è svolta a Palermo presso Palazzo Reale, dopo quasi due anni di silenzio e di inattività, la prima conferenza stampa del Museo Regionale d’Arte Contemporanea Palazzo Belmonte Riso. La nuova stagione culturale del museo fantasma (inaugurato nel 2002, bloccatosi nel 2004 dopo una frammentata attività espositiva, istituito ufficialmente nel 2005 e nuovamente arrestatosi nel 2006) è annunciata dall’Assessore ai Beni Culturali Nicola Leanza, artefice, con l’appoggio dell’Onorevole Gianfranco Miccichè (presidente dell’Ars), di questa attesa rinascita. Si ri-aprono le danze, dunque. Ed era ora. A presentare il nuovo programma, chiamato 5venti, è Renato Quaglia, ex Direttore organizzativo della Biennale di Venezia, ora curatore dell’intero progetto culturale del Museo. Accanto a lui ci sono – oltre al neo-direttore Sergio Alessandro – Ludovico Corrao, presidente della Fondazione Orestiadi di Gibellina, Antonio Presti, per Castel di Tusa e Fiumara d’Arte, Salvatore Lacagnina, direttore della Galleria Civica di Siracusa: sono loro i tre “curatori” di quello che si presenta come un Museo diffuso, una realtà non esclusivamente cittadina, dislocata sul territorio e articolata in una serie di eventi e iniziative a carattere regionale. Entro il 2008 5venti prevede l’avvio di alcune azioni: la realizzazione di una grande performance di Vanessa Beecroft sulle rovine di Gibellina; un ciclo di residenze d’artista tra Palermo e Siracusa; una mostra presso Palazzo Riso dedicata alle collezioni pubbliche e private siciliane (è ancora ignoto il curatore, mentre la data d’inaugurazione annunciata è ottobre 2008); l’allestimento di uno spazio espositivo presso l’hotel di Castel di Tusa. Nel corso dei prossimi cinque anni saranno realizzate altre iniziative, tra cui la creazione di un archivio per i giovani artisti siciliani, progetto pilota seguito da Cristiana Perrella, il restauro del Cretto di Alberto Burri a Gibellina (il cui progetto è stato curato dal Museo con l’ausilio tecnico dell’Università di Ingegneria di Palermo), un programma di internazionalizzazione per avviare collaborazioni con giovani musei del mondo. Non c’è ancora un curatore della collezione che, avviata a suo tempo da Paolo Falcone e Valentina Bruschi, si compone di 38 opere e non è mai stata presentata al pubblico. Le opere, ancora chiuse nelle casse, resteranno al loro posto ancora per molto, di certo fino a quando i lavori di ristrutturazione del Palazzo non saranno terminati. Non sono previste, al momento, nuove acquisizioni. Il budget? Quasi un milione di euro stanziato coi fondi regionali del 2007-2008. Il Museo, come pubblicamente affermato da Leanza, dovrebbe presto riottenere, grazie a un apposito decreto legislativo, la totale autonomia scientifica e gestionale toltagli nel 2006 dall’ex Assessore Alessandro Pagano. (helga marsala)

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7 Commenti

  1. Finalmente la ripresa che tutti i siciliani si aspettavano da tempo.
    Ottimo lo staff curatoriale che ha tenuto conto dei siciliani ma ha voluto dare un respiro più ampio coinvogendo Cristiana Perrella con il progetto per i giovani artisti e Renato Quaglia ex direttore della Biennale di Venezia con un’esperienza pari a poche altre .
    Roberto

  2. da palermitana che vive fuori ringrazio tutti coloro che si sono adoperati per questo evento che non esito a definire storico.
    5eventi è un’idea geniale che porterà grandi artisti nella nostra isola dandole il respiro internazionale che merita!

  3. questo progetto può significare la svolta per palermo e per la Sicilia..il primo museo di arte contemporanea. fondamentale a mio avviso l’appoggio del Presidente Miccichè da sempre appassionato d’arte (ricordiamo sensi contemporanei). Con la supervisione di Renato Quaglia il salto di qualità è garantito; Quaglia attorno a se troverà professionisti seri e competenti innamorati della sicilia e dell’arte.i presupposti per un ottimo lavoro ci sono…siamo nelle vostre mani!!!

  4. che tristezza…ieri passeggiavo per via Vittorio Emanuele, mi sono fermata proprio all’altezza di p.zza Bologni, non ho potuto fare a meno di notare quanto sarebbe bello vedere le vetrine del museo illuminate con…il portone aperto con un via – vai continuo di gente!!!
    fate prestooooo

  5. La realtà locale concernente arte contemporanea a Palermo è pressocchè inesistente , purtroppo.
    Che comunque ,sia proprio l’apertura di un “luogo “- deputato a far sì ,che si incominci a leggere arte attraverso un programma mirato, di certo migliorerà questa realtà .
    Ma bisogna dare incarico di dirigerlo a chi ne ha lo spessore nel contemporaneo e quella sensibilità più che rara , propri a dar sviluppo a questa terra di un lato -socialmente importante di quella cultura artistica che da sempre evolve il pensiero di un paese.
    Conoscendo questa terra e i dormicchianti replicanti ,quali fantomatici curatori artistici, auspico comunque che il museo apra il suo percorso ai cittadini palermitani in modo da svegliarli , compresi pittori o artisti fermi agli anni settanta.
    felice sanfilippo .

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